Una domenica così…

Una domenica così…

Dal mio quarto piano sull’infinito, nella plausibile intimità della sera che sopraggiunge, a una finestra che dà sull’inizio delle stelle, i miei sogni si muovono con l’accordo di un ritmo, con una distanza rivolta verso viaggi a paesi ignoti, o ipotetici, o semplicemente impossibili. (F. Pessoa) Nella mia stanza ho un mucchio di libri: alcuni temporanei, che valgono per un mese, un anno; altri immortali. Le poesie di Fernando Pessoa sono, senz’altro, tra questi ultimi. Nessuno ha descritto la malinconia, l’insofferenza umana meglio di lui.  Certe volte avverto l’urgenza di pescare tra le…

Nella ventiquattrore

Nella ventiquattrore

Allenti la cravatta. Provi a smorzare la voce sotto la giacca.  La dondoli, la porti in giro nella ventiquattrore. Scivoli di stanza in stanza, ma non c’è una sola frase che ti conforti, non c’è un solo gesto che ti interessi davvero. La voce, intanto dice, parla: – Sai, al dettato del cuore non si comanda-. Sì, lo sai.  Sai che sei solo di passaggio, che dovresti solo scrivere e vegliare. Invece attendi. Attendi, che sia, finalmente, sera.

Taccuino

Taccuino

La nave è salpata da un pezzo ed io sono reduce da una notte insonne, trascorsa tra l’ansia, il caldo, la nostalgia e le risate. Il solito mix emozionale, denso, che mi assale dopo ogni viaggio. Sono distrutta ma felice. Non riesco nemmeno ad addormentarmi per il timore di perdere il sapore dei giorni appena andati. La fine di una vacanza è, bene o male, la chiusura di un cerchio. Un anno intero sfuma tra i ricordi di mare ed io sento di essere cresciuta ancora. Così torno da te,…