Il futuro di Julio Cortazar

Il futuro di Julio Cortazar

E so molto bene che non ci sarai. Non ci sarai nella strada, non nel mormorio che sgorga di notte dai pali che la illuminano, neppure nel gesto di scegliere il menù, o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee, nei libri prestati e nell’arrivederci a domani. Nei miei sogni non ci sarai, nel destino originale delle parole, nè ci sarai in un numero di telefono o nel colore di un paio di guanti, di una blusa. Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te, e non…

Tutta colpa di Brett Ashley

Tutta colpa di Brett Ashley

“Al diavolo le donne, comunque. E al diavolo soprattutto tu, Brett Ashley” pensò Jake Barnes, protagonista e narratore di “Fiesta”, (primo successo di Hemingway, 1925, Parigi) chiuso nella sua stanza, mezzo ubriaco, in Spagna, durante la fiesta di San Fermin. Già, Bret. Sempre lei, col suo caschetto, il sorriso cosmico e la proverbiale eleganza inglese. Bret, che se saltava una cena o una bevuta con gli amici, pareva mancassero all’appello almeno sei persone.

La camera azzurra

La camera azzurra

Andrée Despierre, avete mai sentito questo nome? È la protagonista de “La chambre bleue” di Georges Simenon, padre letterario di Jules Maigret e formidabile giallista belga del Novecento. La passione amorosa di madame Despierre e di Antoine, coprotagonista del romanzo, si consuma tra le pareti della camera azzurra (la chambre bleue, appunto), una stanza tinta di blu in un alberghetto francese.

Sarah Kane e il monologo di A

Sarah Kane e il monologo di A

Sarah Kane. Chi è costei? Io l’ho scoperto in questi giorni. La Kane è stata una drammaturga britannica, morta suicida nel 1999. Ecco, lo so, vi ho rovinato il pomeriggio con sta cosa del suicidio. O forse no,  visto che questa donna ha scritto un monologo intenso ed appassionato. “Il monologo di A” è tratto da “La Febbre” (“Crave” in origine e poi tradotto da Barbara Nativi per Einaudi in “Tutto il teatro”), e racconta l’amore controverso di A (personaggio maschile) per C (personaggio femminile), più giovane di lui.

L’importanza di chiamarsi mentore

L’importanza di chiamarsi mentore

Il mentore è il consigliere per antonomasia. È una guida, un precettore. Egli non solo conosce bene un mestiere, ma è anche una persona disponibile, a suo modo, grande. Ognuno di noi dovrebbe avere un mentore nella vita, o perché no, anche due.  Specie sui posti di lavoro, e specie se il lavoro in questione è creativo. In questo post  mi limiterò a parlare per giornalisti, redattori e web writer freelance, che lontani dalle redazioni, trovano maggiori difficoltà nell’affidarsi alla guida di un collega in gamba. Lo spunto giunge, ancora una…

Mamme e figli da salvare

Mamme e figli da salvare

Un articolo pubblicato oggi su “La Stampa” lancia un preciso S.O.S.: la totale mancanza di welfare mette seriamente a rischio lo sviluppo del Paese, che, si sa, passa prima dalle nascite e dalle donne. Una legge naturale che abbiamo svuotato di qualsiasi valore. Ma la natura vince sempre, e presto ci ritroveremo in un Paese di anziani, con donne esaurite e sole come uomini. Il tema mi è caro, molto. Che ne pensate?

L’amante di Marguerite Duras

L’amante di Marguerite Duras

Quando leggi “L’amante” di Marguerite Duras ci metti un po’ a credere che quello che l’autrice racconta sia una vera e propria confessione. Troppo lucida e allo stesso tempo troppo intensa la discesa nella pozza dei ricordi per essere un fatto personale.  Però il dubbio ti viene. E allora ti informi e scopri che, si, la Duras si sta confessando. La Duras sta condividendo con grazia e intensità la sua pelle col resto del mondo. Il romanzo che le ha assicurato negli anni Ottanta il Goncourt testimonia, ancora oggi, che…

Facebook e l’etica del giornalismo

Facebook e l’etica del giornalismo

Esiste un’etica dell’informazione su e attraverso Facebook? Me lo sono sempre chiesta, specie ora che mi occupo di comunicazione e relazioni pubbliche per un’importante associazione di categoria. Lo spunto per questo post me l’ha dato l’articolo “7 ways journalists can make better ethical decisions when using Facebook”, di Kelly Fincham,  esperta di buone pratiche giornalistiche ed insegnante della materia. Uno spunto che in America è traducibile in legge, e la cui violazione,