Appuntamento ad un passo dal mare

Appuntamento ad un passo dal mare

Ti aspetto, sai? Seduta ad un tavolo apparecchiato per due nel ristorante di Gerbaudo ad un passo dal mare. Al cameriere sui diciotto venutomi incontro sull’uscio, con uno straccetto appoggiato sul braccio, dico di chiamarmi Chiara Martinelli e di aver prenotato un tavolo per due. Lui tira fuori un blocchetto e controlla. «Prego, mi segua». Lo seguo. Gerbaudo non si vede. Sarà in cucina. Il cameriere è uno nuovo, non l’ho mai visto. A maggio capita che Gerbaudo rimpolpi le file del personale. Una volta al tavolo, ringrazio il cameriere….

Il vento del Nord e una caterva di email

Il vento del Nord e una caterva di email

Uno sbaglio nel digitare una vocale e l’email di Leo Leike vola dritta dritta nella casella di posta di Emmi Rothner. Non l’avesse mai fatto il buon Leo: da quel momento, complice l’ironia delle prime battute, s’intreccia uno scambio di messaggi dapprima innocuo, poi invadente, pretenzioso. Prima di giorno, poi di notte. Emmi si esalta per il sarcasmo delle risposte del suo amico fantomatico. Leo trova in Emmi un diversivo alle sue aporie sentimentali. Si danno appuntamento davanti allo schermo, brindano, si ubriacano e scrivono di desiderarsi. I buongiorno, buonanotte,…

Nei campi della gioia

Nei campi della gioia

Ti ritroverò nei giorni a venire con le mani aperte e i denti stretti, coraggioso nell’ordinario e il viso ancora avvampato di vento e di mare. Giocheremo a rimpiattino. Scapperemo di nuovo al primo sole o forse nemmeno lo aspetteremo. Via verso l’azzurro, a vivere la vita che vorremmo, intinti nei giorni e nei mestieri, per noi nient’altro che vestiti da mettere e levare a seconda delle occasioni. http://youtu.be/isCsj3ixrmo   Quando ci lasciavamo non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove. – C. Pavese

E di colpo siamo tutte Aurelie Bredin

E di colpo siamo tutte Aurelie Bredin

Nicolas Barreau è uno scrittore immaginario. La falsa identità dell’autore è stata denunciata dal giornalista Elmar Krekeler in un articolo pubblicato su Die Welt in cui viene analizzata la tendenza delle case editrici tedesche a creare autori fittizi per la pubblicazione di nuovi romanzi scritti in base ad analisi di mercato. Secondo lo scrittore Norbert Krüger, il personaggio di Nicolas Barreau è stato creato dalla casa editrice per sfruttare il favore di pubblico ottenuto dagli autori francesi in Germania. Ecco come tuona Wikipedia, condannando le lettrici dell’ironico scrittore parigino (e a questo punto fantasma) alla stessa sorte…

Hai puntato la sveglia anche se è sabato

Hai puntato la sveglia anche se è sabato

Hai puntato la sveglia anche se è sabato. Si va al mare, si corre in spiaggia a respirare la vita che vorresti. Maddalena, la ragazza che abita al piano di sopra, si sta scatenando al ritmo di “L’estate sta finendo”.  Forse sta facendo le pulizie. La senti che si sgola: “Languidi brividi come il ghiaccio bruciano quando sto con te. Baciami siamo due satelliti in orbita sul mar”. È stonata come una campana, ma ti diverte quest’interazione di vite parallele che in genere s’incrociano nel tempo di un saluto in…

Ho tenuto addosso il maglione viola solo un giorno

Ho tenuto addosso il maglione viola solo un giorno

Ho tenuto addosso il maglione viola solo un giorno. Mi ha scosso di ricordi, di promesse, di risate. Ogni tanto la sera, mentre sciacquo i piatti prima di infilarli nella lavastoviglie, mi incolpo di non averti mai raccontato i miei incubi. Ti sognavo lontano, improvvisamente guizzante per un paio d’occhi che non erano i miei. Le donne che popolavano quei minuti imprecisati di film onirici erano tutte più adulte di me. Sulla quarantina, credo. Ti vedevo, libero dal freno della compostezza, amare una brava a cucinare e a massaggiarti la…

La signorina M. e la questione di riconoscibilità

La signorina M. e la questione di riconoscibilità

Io e la signorina M. entriamo in un Irish pub. «Ehi, ciao». Saluto Susanna, la ragazza che deliziò me e la signorina M. con il racconto della sua vita alla festa di Guglielmo. Lei mi fissa, seduta su uno sgabello davanti al bancone. Appare scostante nella lana della sciarpa turchese e del basco abbinato. Corruga la fronte e riflette per cinque secondi: «Scusa, ma chi sei?» La domanda mi fredda. Cerco di controllare l’imbarazzo: «Eravamo sedute allo stesso tavolo alla festa di Guglielmo, ricordi?» La tipa rilassa i muscoli facciali…

Finirai per detestare D’Annunzio

Finirai per detestare D’Annunzio

“Che strano amore! – diceva Elena, ricordando i primissimi giorni, il suo male, la rapida dedizione. – Mi sarei data a te la sera stessa ch’io ti vidi”.  Finirai per detestare D’Annunzio, lo sai. Le sue parole disegnano in questo pomeriggio le scene di un film già visto e che non fa ridere. E pensare che era stato Andrea, l’anno scorso, a volerti conoscere a tutti i costi. Tu te ne stavi per i fatti tuoi, seduta in un’aula della Facoltà a seguire Letteratura francese. Lui si è seduto vicino…

La forma di un ricordo

La forma di un ricordo

Stamattina per combattere il freddo ho indossato il maglione viola che mi hai regalato una sera dell’anno scorso. Quello un po’ slargato che pare tanto una mantella. «È per quando andremo sulla neve» dicevi. Ma sulla neve non ci siamo mai stati e il maglione è rimasto mezzo impacchettato nell’armadio, perché da queste parti le temperature gelide sono un’eccezione, un evento straordinario, a cui il più della gente non è preparato.  La gelata di oggi assomiglia ad un brutto scherzo o ad un incantesimo. Il cielo bigio evoca luoghi mai…

Parafrasando D’Annunzio

Parafrasando D’Annunzio

Fa caldo. L’estate è deflagrata in primavera e il mare sfiora la città. Sta lì, in attesa che la gente ci si riversi a frotte. Conti i giorni che ti separano dal week end. Tu e Ada scapperete in spiaggia per la prima tintarella, e per ore ed ore ve ne infischierete del mondo. Oggi però ci sono i corsi all’università.  Il cortile della Facoltà è un’accolita di studenti con il mondo tra i pugni, e lo dileggiano, lo prendono a calci, lo mangiano e lo vomitano come e quando pare…