La signorina M. e la critica all’istantaneità

La signorina M. e la critica all’istantaneità

Domenica mattina. Io e la signorina M. sorseggiamo una tassoni  sedute ad un tavolino del bar in centro.  Tra un sorso e l’altro la signorina M. sfoglia il giornale e commenta qualche notizia. Ma non appena si accorge che non l’ascolto, mi apostrofa. «Tesoro, mi spieghi che fai, da venti minuti, con la testa nello schermo del cellulare?» «Sto whatsappando» le rispondo senza stornare gli occhi. «Stai che?» «Whatsappando!» ribadisco quasi fosse l’attività più ovvia del pianeta. «Chérie, perdonami»- e chiude il giornale- «Io non capisco qual è l’esigenza di whatsappare, …

Il grano in erba: storia di Vinca e Phil

Il grano in erba: storia di Vinca e Phil

Vinca e Phil, protagonisti de Il grano in erba di Colette, scrittrice, sceneggiatrice, giornalista e persino attrice francese d’un tempo che fu, sono due adolescenti. Si conoscono da anni perché le loro famiglie usano affittare ogni estate una villetta sulla costa bretone. Vinca è attraente, anche se Phil non ne è per niente consapevole. Sboccia come una rosa Vinca. Una rosa con le spine, però: spesso si lascia andare a risposte aspre, a gesti maldestri, e nasconde le tracce della sua femminilità incipiente cimentandosi nella pesca e in giochi d’acqua…

Due poesie di Forough Farrokhzad

Due poesie di Forough Farrokhzad

La Coppia Notte giunge dopo notte, Oscurità dopo oscurità, Occhi, Mani, Respiri e ancora respiri, L’eco dell’acqua Che cade, goccia a goccia, dal rubinetto. Due punti rossi Di due sigarette accese, Il tic-tac dell’orologio, Due cuori, Due solitudini. Roma, 26 marzo 2007 (traduzione dal persiano di Daniela Zini) Venerdì Venerdì silenti, Venerdì deserti, Venerdì mesti, simili a vicoli angusti, Venerdì di lenti, morbosi pensieri, Venerdì di lunghi, sornioni sbadigli, Venerdì senza prospettive, Venerdì di rese. Case vuote, Case tetre, Case di porte all’irruenza della gioventù sprangate, Case senza luce, visione…

Incontro d’amore in un tempo di guerra

Incontro d’amore in un tempo di guerra

Incontro d’amore in un tempo di guerra. Il titolo della raccolta degli scritti di Sepulveda, autore cileno di fama internazionale, va dritto al sodo, anticipando l’irruenza delle parole che seguiranno. Racconti in prima, in seconda e in terza persona per raccontare la persecuzione politica e la passione amorosa, pianure della vita umana. Uomini e donne feriti a morte dal regime e da amori che sanno di nostalgia, o da impeti irrefrenabili che si riducono a cenere fredda.  La penna di Sepulveda è intrisa di lirismo e di sangue, e soprattutto…

La campana di vetro e l’America di Sylvia Plath

La campana di vetro e l’America di Sylvia Plath

In teoria avrei dovuto divertirmi da pazzi. In teoria, avrei dovuto essere l’invidia di migliaia di ragazze come me di tutti i college d’America, le quali avrebbero dato chissà che cosa per trovarsi nei miei panni, anzi nelle scarpe di vernice numero sette che mi ero comprata da Bloomingdale nell’intervallo del pranzo, insieme a una cintura di vernice nera e a una pochette coordinata. E quando avessero visto la mia foto, sulla rivista per la quale noi dodici lavoravamo-bicchiere di Martini in mano, un corpino ridottissimo di lamé imitazione argento…

C’eri anche tu

C’eri anche tu

C’eri anche tu nel gioco di gambe svelte della bambina in giallo, fluttuante sui pattini in un pomeriggio di città.  C’eri nella bellezza del momento, nella musica silente di quel navigare libera nel sole, inconsapevole dell’orrore che gli anni le riserveranno. C’eri nella certezza scriteriata che la vita fosse tutta lì: in quel battito di cuore che sempre una corsa sfrenata porta con sé.

Marina Cvetaeva – 1918

Marina Cvetaeva – 1918

La spensieratezza è un caro peccato, caro compagno di strada e nemico mio caro! Tu negli occhi m’hai spruzzato il riso e la mazurca mi hai spruzzato nelle vene. Poiché mi hai insegnato a non serbare l’anello, con chiunque la vita mi sposasse. A cominciare alla ventura-dalla fine, e a finire-ancor prima di cominciare. A essere come un stelo, ed essere come l’acciaio. Nella vita, in cui così poco possiamo, a curare la tristezza con la cioccolata e a ridere in faccia ai passanti.

E le altre sere verrai: il racconto di un amore mai sopito

E le altre sere verrai: il racconto di un amore mai sopito

Campeggia, tra le donne, la convinzione che gli uomini siano poco coraggiosi nella scelta della loro compagna: la maggior parte, difatti, prediligge un modello standard, senza troppi grilli per la testa. E Stephen, coprotagonista di “E le altre sere verrai?” (Guanda) di Philippe Besson, non smentisce questo comune teorema. Difatti, seppur innamorato di Louise, donna creativa e risoluta, con l’andar del tempo, le preferisce una moglie sì affascinante, ma borghese. Louise soffre. Stephen era la sua anima gemella: con lui la vita era una pista da percorrere a tutto gas,…

La signorina M. e la dolce evasione

La signorina M. e la dolce evasione

Chérie, sono in un posto fantastico. Solo io, il mare e qualche avventore. Ne sto approfittando per ritemprare i nervi. Il messaggio dellasignorina M. mi ruba una risata. Decido di telefonarle. «Ehilà» «Tesoro, ciao. Hai ricevuto il mio messaggio?» «Sì, sì, ti chiamo giusto per quello. Ma che storia è: disdegni i concerti e ti diverti nel deserto?» «Deserto? Chérie, in verità sono a dieci passi dal mare…» «Intendo deserto umano!» «Ah ecco. Be’ direi che tra l’essere qui e l’aborrire certi concerti non esista alcuna incongruenza. E, in più, ti…