Marco e Seba

Marco e Seba

A Marco e Seba raccontavo tutto: come stavo, che studiavo, che libro stavo leggendo o quale film mi sarebbe piaciuto vedere. Solo di Andrea non dicevo nulla. Preferivo risparmiare loro particolari che avrebbero trovato stucchevoli. Credevano che me la spassassi, anche se io di ragazze che se la spassavano ne conoscevo pochine. Più che altro si lambiccavano il cervello con i soliti chissà se mi pensa, mi pare mi abbia guardata e così via. Per i maschi era diverso. Le ragazze entravano e uscivano dalle loro stanze immaginarie. Con qualcuna…

Dacia Maraini: “Amo le parole e mi ci immergo”

Dacia Maraini: “Amo le parole e mi ci immergo”

È tra le autrici italiane più tradotte all’estero e nel 2012 la Fondazione Campiello l’ha insignita del Premio alla carriera per il suo contributo alla cultura italiana. Eppure, tutto questo non basta a spiegare per intero la sua levatura. A fare di Dacia Maraini la signora della letteratura è la propensione al viaggio, all’incontro con gli altri (giovani e studenti in primis, tanto che l’Università di Perugia le ha conferito la laurea in Scienze della formazione). Una specie di missione socio-culturale la sua, contigua all’atto di scrivere, necessario e vitale. La divulgazione letteraria è stata per lei…

Polvere di stelle

Polvere di stelle

Non dovrei chiedere altro più del tuo cuore. Se c’è una vita che vale la pena vivere, è con te, in un luogo tinto di blu, in una casa che non c’è dove saremmo liberi di sentirci noi. Non dovrei chiedere altro se ho tra le mani le fila di questi anni scanzonati, i tuoi occhi brillanti, la miccia dei tuoi slanci. Non dovrei chiedere altro se m’attraversi con un gesto, se mi fa tremare la tua voce. Non dovrei chiedere altro se respiro amore, se bevo ogni notte dal…

Ilaria (reprise)

Ilaria (reprise)

Anni fa ero pazza di Marco, ma lui si è innamorato di Ada. Ho capito che con Marco non avevo speranze quando gli ho presentato Ada alla festa di Giovanna. «Marco, questa è mia cugina Ada» gli ho fatto. Lei gli ha porto la mano, l’ha guardato dritto negli occhi e gli ha sorriso, biascicando un «piacere». «Piacere mio» ha detto lui, fissandola a sua volta. Io stavo in mezzo e mi sono intristita. Lui aveva già negli occhi la linea dolce del viso di lei e nella testa l’eco…

Les mots à la bouche

Les mots à la bouche

Due punti rossi Di due sigarette accese, Il tic-tac dell’orologio, Due cuori, Due solitudini. (Forough Farrokhzad) Che ci facciamo distanti nell’anticamera della notte incipiente? Fuori quasi tutto tace. Ogni tanto passa un auto, o s’ode il rombo di un motorino. È finita un’altra giornata, è finita un’altra stagione. Il cielo smunto di quest’Ottobre è la coda sfilacciata di giorni ridenti, di giorni pieni di eventualità. Siamo di nuovo nell’ordinario, in mezzo a strade dismesse, a un passo da possibili voragini. Ci muoviamo come frecce scoccate dallo stesso arco e viaggiamo…

La ragazza del call center

La ragazza del call center

«Tu lavori per il call center?». Lei me lo chiede in ascensore mentre scaliamo la vetta dei piani, interno dopo interno, fino al nostro, comune.  È poco più adulta di me e si tira dietro un trolley. «No» le rispondo. Solo di no, anche se avrei voluto premettere «per fortuna» o precisare «Per fortuna non lavoro in un call center», ma  non lo faccio. Lei mi scruta, non so se più meravigliata o delusa. Indaga che lavoro faccio. Glielo racconto per sommi capi, nonostante l’impressione che non mi stia ascoltando….

Gaia e Marco

Gaia e Marco

È finita un’altra giornata. Gaia getta lo straccio su una sedia accostata alla vetrata che dà sulla strada e ci si siede. Il bar dove lavora da due anni si trova fuori dalla zona residenziale, in fila a grattacieli che ospitano uffici, tanti uffici. Sono le 18.00 e con le sale riunioni prendono a svuotarsi anche i locali (bar, negozi, ristoranti), in ossequio a una regola non scritta, ormai usanza, che si rinnova nel tempo e che sul far del mese di Agosto acquista contorni più marcati. «Sei stanca?» domanda…