I miei non luoghi

I miei non luoghi

Potenzialmente, sono una cittadina del mondo. Una ragazza curiosa, una viaggiatrice. Non mi piace regredire, stare bardata nelle mie roccaforti. Appena posso faccio qualche chilometro, cambio prospettiva, amplio le vedute. Cerco la verità, se mai la troverò.  Dico questo perché i miei luoghi, o non luoghi, oggi mi angustiano. Sono nata in provincia di Napoli, e vivo tra questa e la città da trent’anni. Non ho mai vissuto altrove, soltanto per periodi di vacanza.  Chissà, domani. Anche se domani è oggi. Non sono contenta di quel che vedo, non sono…

Trent’anni in otto libri

Trent’anni in otto libri

Sul blog di Veronica Tomassini traccio una tracklist libraria dei miei anni, a zonzo tra ricordi e suggestioni. Esistono svariati criteri per raccontare un libro. Da anni mi diverto a scrivere consigli di lettura, mi concentro sui punti di forza di un testo, sull’opportunità di buttarcisi dentro. Adesso, in questo post, imbocco un’altra direzione, personale: associo alcuni momenti dei miei trent’anni alla storia che leggevo nel frattempo. Una specie di tracklist libraria. I titoli che ho tirato fuori dal cassettone non sono tutti altisonanti, precipui per la formazione. È una…

#Diario di un’utopista postmoderna: La precarietà è uno stato d’animo

#Diario di un’utopista postmoderna: La precarietà è uno stato d’animo

In un tempo in cui la maggior parte dei miei coetanei non ha un impiego o è intrappolato in un call center, io sogno di evadere.  Tutte le mattine la sveglia trilla alle 07,00. Mi dirigo in cucina, faccio colazione e mi chiudo in bagno. Mi specchio: eccomi qua, sono io, ancora.  Alle 07.30 sono nella mia stanza: rifaccio il letto, accendo la radio e mi vesto. Mi trucco, accendo il cellulare e lo ripongo in borsa. Mi infilo le scarpe e intanto l’orologio segna le 07.40. Rivado in cucina,…

Il commesso: quando arriva un libro a farti compagnia

Il commesso: quando arriva un libro a farti compagnia

Sono giorni abbastanza faticosi.  Il lavoro non concede tregua, e oltre alla sfacchinata di routine, ci si mettono le solite fantasie: lasciare Napoli, scappare a Bologna, o da qualche altra parte. L’insofferenza attecchisce facile, cosicché mi affanno il doppio. Tra le poche consolazioni, con la musica, la faccia del mio ragazzo e la cioccolata, il bellissimo romanzo di Bernard Malamud “Il commesso” (Minimum Fax, traduzione di Giancarlo Buzzi). Pubblicato per la prima volta nel 1957 con il titolo “The assistant”, ha assicurato all’autore, 45 anni,  il National Book Award.  Nella…

Primo Maggio, su, coraggio

Primo Maggio, su, coraggio

C’è stato un tempo che l’ultimo giorno di Aprile faceva caldo. Ero seduta in pizzeria a festeggiare un compleanno. Ricevetti una telefonata sul cellulare da alcuni ragazzi del mio gruppo: domani, primo Maggio, si va a Roma, si va al concertone. Il sole era implacabile, come lo sarebbe stato l’anno dopo. Avevo diciannove anni. Adesso ne ho dodici di più. Ho chiara la percezione delle distanze, della vita che ci è passata dentro, eppure la sensazione è di un’imbarazzante contiguità. In quella piazza romana, stipata di gente, la mente era…