Sole ad est

Sole ad est

Io e Aniela Mazur siamo amiche da un pomeriggio che pioveva. Aniela notò che non avevo l’ombrello e si offrì di accompagnarmi alla macchina. «Dai, dai, corri sotto». Corsi. L’ombrello ci proteggeva a stento dai goccioloni. Ci bagnammo e ridemmo come matte. Lei mi aveva intravista un mucchio di volte, e io lo stesso. Lavorava nel bar sotto il mio ufficio. Un giorno andai a salutarla durante la pausa pranzo.Lei ne fu entusiasta. Uscì fuori cinque minuti, il tempo di una sigaretta. Io pure fumavo, avevo preso il vizio da…

L’analfabeta: citazioni

L’analfabeta: citazioni

Leggo.  È come una malattia. Leggo tutto ciò che mi capita sottomano, sotto gli occhi: giornali, libri di testo, manifesti, pezzi di carta trovati per strada, ricette da cucina, libri per bambini. Tutto ciò che è a caratteri di stampa. Prima di tutto, naturalmente, bisogna scrivere. Dopo di che bisogna continuare a scrivere. Anche quando non interessa a nessuno. Anche quando si ha l’impressione che non interesserà mai a nessuno. Agota Kristof, L’Analfabeta

Jeremy e io: l’orologio a muro

Jeremy e io: l’orologio a muro

Jeremy mi ha regalato un orologio vintage, da muro. Sullo sfondo, una caliginosa Parigi anni Venti. A furia di contemplarlo, ti si apre davanti il tempo e ci sei dentro. Ho un debole per Parigi e Jeremy lo sa. Specie per il periodo di Hemingway, di Stein, di Fitzgerald. Parigi era l’Europa snob e saccente, era il mondo che anteponeva la bellezza e l’arte all’ordinarietà. Era il tempo dei bohémien e della generazione perduta.  A Parigi ci sono stata una volta, molti anni fa. Poi l’ho respirata attraverso i libri…

Avere 30 anni: la mia generazione nostalgica

Avere 30 anni: la mia generazione nostalgica

Dirlo non consola: gran parte dei miei coetanei è nostalgica. E non parlo della nostalgia propria della personalità di qualcuno, no. Parlo di una nostalgia generazionale, saudade per il tempo che fu. Abbiamo trent’anni: l’università l’abbiam lasciata da un pezzo, sogno è una parola che ci pare abusata e fatua, baratteremmo questi giorni con l’estate di dieci anni fa o se proprio non si può, ci accontenteremmo di risvegliarci prima della crisi economica, prima di una presa di coscienza che ci ha fatto male come una porta in faccia.  I…