I fiori odorosi

I fiori odorosi

La gentilezza addolcisce i giorni, come i colori. Lui lo sa. Lui è un signore senza nome. Potrebbe chiamarsi Mario o Antonio. Lo incrocio tutte le mattine alla medesima ora. Io di corsa e lui a passeggio con il cane. In mano stringe un mazzo di fiori di campo. Li adagia sul tavolo all’ingresso di casa sua, frattanto che riempie d’acqua il vaso di porcellana cinese comprato a Pechino quando navigava. Era giovane e disoccupato. Si è imbarcato senza indugiare. Certo, il timore c’era e la nostalgia per Adelina anche….

Jeremy e io: passeggiare

Jeremy e io: passeggiare

Ho addosso il profumo di Jeremy. Mi si è attaccato sulla pelle.  Sarà successo quando mi ha abbracciata sotto casa, poco fa. Tornavamo da una passeggiata sul molo: mano nella mano, a passetti lungo la banchina e le barche ormeggiate. Mi ha invitata Jeremy ad uscire, come tante altre volte. Se gli va, afferra il cellulare, digita il mio numero e mi dice “dai, vestiti che vengo a prenderti”. Non ricordo di avergli detto mai di no. Finiamo al molo, spesso, e parliamo. Parliamo di noi, del futuro, della poesia….

Mi ricordo #2

Mi ricordo #2

Mi ricordo l’estate che i Coldplay cantavano Trouble. Al polso già abbronzato tintinnava la chincaglieria, braccialetti di rame e di osso comprati a poco. Avevo perso la testa per un ragazzo alto, sulla vespa bianca. Illustravo Van Gogh a menadito: e pensare che la storia dell’arte non mi era piaciuta granché prima di allora. Ma la Notte stellata fu una rivelazione, un’epifania: la bellezza mi sommergeva, tutta blu e dorata, implacabile.  Non immaginavo il futuro, ero certa delle mie grandi cose. Volevo un suo bacio, attendevo un messaggio sul cellulare.

Mi ricordo #1

Mi ricordo #1

Le sere erano infinite. Erano di cielo blu e di stelle. Avevo appena sedici anni. C’era questa casa, una certa leggerezza. C’era la vita che pulsava, palpitava. Fatta di fughe, di carezze, di corse, di rivolte casalinghe. L’amicizia e l’amore avevano un confine labile, il paese era un recinto, ma andava bene: ci bastava la piazza, in fondo. E c’era una sedia a sdraio sul balcone aggettato sul mare, quello di mezza esistenza. Neanche me la prefiguravo l’era digitale. Seguivo i battiti del cuore e il tu tu tu del…