All’impazzata: quando la belle vie è tutto

ritratto di Francoise Sagan
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Se credete che i libri al femminile siano banali ed anche un po’ noiosi avete ragione. Ma se vi piacciono le storie delicate e scritte bene, fa al caso vostro All’impazzata di Françoise Sagan, (Astoria editore, traduzione di Yasmina Melaouah), scrittrice e giornalista francese acuta e barricadiera.

Lucile, la protagonista del romanzo, ha trent’anni, adora leggere, scorrazzare nella sua cabriolet e viaggiare. Vive con Charles, un ricco ed elegante cinquantenne che la ama e la lascia libera di scappare, a patto che la ragazza sia sempre disposta a tornare da lui. E, infatti, Lucile torna sempre: vuole bene a Charles e la vita con lui le consente agi e comodità. Lavorare le sembra quasi un oltraggio alla bellezza di un giorno nuovo. Le sue notti scivolano via nei bicchieri di champagne, sfumano tra le chiacchiere nei salotti della Parigi bene, e finiscono lungo la Senna, dove affogano i pensieri. Quale vita potrebbe vivere Lucile se non la sua? Poi, una sera, durante una cena, conosce Antoine, un coetaneo squattrinato. Tra i due si infiamma una passione dirompente: dapprima elettiva, poi amorosa. Ma Antoine non è Charles: non è disposto ad accettare le bugie, le fughe, gli appuntamenti clandestini. Non è disposto a guardare Lucile bighellonare per tutto il giorno, o stare sdraiata sul letto a leggere. Lucile recalcitra: l’amore varrà una vita di compromessi? Le sue convinzioni cadono a pezzi, in silenzio. Troppe scelte, troppi obblighi, troppa realtà per una abituata a volare, a negare. Sagan racconta questo spaccato di vita che profuma d’assoluto. Eppure, sul finale, ci serve un boccone amaro, perché non tace che il costo della libertà personale è salato, e che la libertà è un coltello tagliente, come il vento sulla faccia.

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