Blocco dello scrittore: i consigli di Giuseppe Pompameo

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Blocco dello scrittore. Persino uno bravo come Hemingway ne subiva la frustrazione. Però, se succedeva, lui non si perdeva d’animo. “Quando stavo cominciando un nuovo racconto e non riuscivo a farlo partire, mi sedevo di fronte al fuoco e strizzavo le bucce delle piccole arance sul bordo della fiamma e guardavo lo scoppiettio di scintille blu che producevano. Restavo a guardare fuori sui tutti di Parigi (beato lui, ndr) e a pensare: «Non preoccuparti. Hai sempre scritto prima e scriverai adesso. Non devi far altro che scrivere una sola frase vera. Scrivi la frase più vera che conosci»” (da “Festa mobile”).

Che siate scrittori, giornalisti o web writer, il consiglio del buon Ernest è una verità senza tempo. Quando lo spauracchio di restare a corto di parole si materializza, non c’è altro da fare che staccare gli occhi dal foglio e scollare la mente dal filo del discorso. Di questa opinione è anche Giuseppe Pompameo, scrittore napoletano (“Le strane abitudini del caso”, Scrittura e Scritture editore, e presto di nuovo in libreria con ”E per dolce mangia un cuore”, sempre per la casa editrice d’esordio), editor, collaboratore della rivista “L’isola” ed insegnante di scrittura creativa. I suoi corsi attirano molti appassionati ed aspiranti narratori che dopo mesi di applicazione, vanno via più consapevoli e preparati. Nel 2010, anche il comitato di Lettura del premio “Italo Calvino” si accorge di lui e segnala la sua raccolta di racconti “Il rumore bianco dell’inverno”. A quanto pare Giuseppe ha le spalle forti per discettare di scrittura e blocchi.

Giuseppe, chi scrive per professione (qualunque sia il contesto) incappa, prima o poi, in una fase di stallo. Tu come la affronti?

Diciamo che, personalmente, se vivo una fase di stallo nella scrittura di un testo preferisco abbandonarlo per qualche giorno, cercando di non pensarci troppo e provando a leggere poesia che è il mio modo di alimentare la creatività e di sbloccare le idee. Quasi sempre funziona. Bado a non intestardirmi a trovare delle soluzioni, poi sarà la storia stessa, quando vorrà, a richiamarmi al mio posto per continuarla o, semmai, cambiarla.

Catone diceva che se si ha qualcosa da dire le parole seguono di conseguenza. Secondo te basta avere degli argomenti per uscire dall’impasse?

Avere una storia in testa può sicuramente aiutare a sbloccarti, ma, per quanto mi riguarda, quello che più conta è avere pronte, dentro di me, le parole da mettere al servizio della storia. È una sensazione di urgenza, quasi che le parole stesse premessero alle porte della tua immaginazione per accompagnare e scandire il tuo racconto.

 Mettiamo che un tuo corsista non riesca mai ad andare oltre l’incipit. Come lo aiuti?

Se un mio allievo ha delle difficoltà ad andare oltre l’incipit delle sue storie, gli consiglio di leggere, leggere, leggere molto, e di tutto, per creare o arricchire, appunto, attraverso la lettura, il suo mondo interiore e conoscere, allo stesso momento, stili, modi di scrivere e, soprattutto, sguardi nuovi, diversi, con cui guardare il mondo e trasfigurarlo, letterariamente, attraverso la propria immaginazione.

Hemingway partiva da una frase vera. Tu?

Io, a volte, posso partire anche da una frase apparentemente insensata, perché so che quella frase, magari, viene da qualcosa di inconscio che pure, evidentemente, deve essere appartenuto al mio passato, e sta per spalancarmi le porte di un mondo che la mia fantasia non ha ancora osato e che sta lì lì per visitare.

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    One thought on “Blocco dello scrittore: i consigli di Giuseppe Pompameo

    1. […] cuore 11 novembre 2012   Consigli di lettura   No comments È proprio come sostiene Giuseppe Pompameo: le parole di Tondelli, nella premessa, anticipano che  il suo “E per dolce mangia un cuore” […]

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