Caro Lucio, ti scrivo

ritratto-Lucio-Dalla
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Lucio, quelli come te vanno ricordati per le canzoni che hanno cantato, per i testi che hanno sovvertito i confini accademici tra poesia, narrativa e canzone.  Io ti ricordo per un mucchio di note e di parole. Per Se io fossi un angelo che accompagnava i viaggi con la mia famiglia fin nella pancia della Calabria, per Chiedi chi erano i Beatles, per Piazza Grande, il cui testo infarciva ben bene la traccia del saggio all’esame di maturità dell’estate del 2001, e ovviamente per Anna e Marco, racconto dell’insofferenza disperata di una ragazza cresciuta in periferia, che trova pace nello sguardo di Marco, un ragazzo solitario.

Allora, in questo giorno di memorie e di interpretazioni, io canto e penso che il mondo ti ha capito meglio ora. Ora che fa i conti col vuoto della mancanza e con il peso dei fogli ancora bianchi.

“Anna come sono tante Anna permalosa
Anna bello sguardo,
sguardo che ogni giorno perde qualcosa
Se chiude gli occhi lei lo sa
stella di periferia
Anna con le amiche
Anna che vorrebbe andar via

Marco grosse scarpe e poca carne
Marco cuore in allarme
con sua madre una sorella
poca vita sempre quella
Se chiude gli occhi lui lo sa
lupo di periferia
Marco col branco
Marco che vorrebbe andar via

E la luna è una palla
ed il cielo è un biliardo
quante stelle nei flipper
sono più di un miliardo

Marco dentro a un bar
non sa cosa farà
poi c’è qualcuno che trova una moto
si può andare in città

Anna bello sguardo non perde un ballo
Marco che a ballare sembra un cavallo
in un locale che è uno schifo
poca gente che li guarda
c’è una checca che fa il tifo

Ma dimmi tu dove sarà
dov’è la strada per le stelle
mentre ballano
si guardano e si scambiano la pelle
e cominciano a volare
con tre salti sono fuori dal locale
con un aria da commedia americana
sta finendo anche questa settimana

Ma l’America è lontana
dall’altra parte della luna
che li guarda e anche se ride
a vederla mette quasi paura

E la luna in silenzio ora si avvicina
con un mucchio di stelle cade per strada
luna che cammina
luna di città
poi passa un cane che sente qualcosa
li guarda abbaia e se ne va

Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano
qualcuno li ha visti tornare

tenendosi per mano”

Ascolta Anna e Marco

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