Cluny Brown: la recensione

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Le ragazze della Londra bene negli anni Trenta sono educate, prima alla cura della casa, e poi alla conquista di un buon partito. Non è così per Cluny Brown, protagonista del romanzo omonimo (Astoria editore, traduzione di Bruna Mora) di Margery Sharp, giornalista e scrittrice britannica. Cluny è orfana e vive con suo zio, idraulico. Seppur bruttina e sgraziata,  Cluny è un concentrato di vita e di energia. Quando i clienti dello zio gli telefonano per commissionargli un lavoro e non lo trovano, Cluny non si scoraggia e parte per dare una mano. Ma lo zio, preoccupato per i suoi modi, la spedisce a lavorare come cameriera presso un famiglia benestante.  Rammaricata, Cluny parte.  Ad attenderla in un’agiata casa nel Devonshire, ci sono Lady Carmel e famiglia. Lady Carmel è una donna attenta anche ai minimi dettaglia.  Lei e Cluny instaurano un rapporto di fiducia: sebbene imbranata, Cluny riesce a mandare avanti la casa. La sua naturale applicazione per il lavoro e per gli altri appanna qualche manchevolezza occasionale. Ed è buffo come Cluny, da cenerentola incompresa, risorga vincitrice. Chi l’apprezza lo fa per la sua altezza spropositata, per la sua noncuranza verso i luoghi comuni, per i suoi occhi onirici.  C’è persino chi se ne innamora, incurante della bellezza di quante, nei loro abiti lamé, popolano il salotto dei Carmel. Il più sorpreso di tanto successo è lo zio di Cluny che non potrà far altro che ricredersi riguardo alle capacità di sua nipote. Cluny è perfettamente capace di stare al mondo. Ella non ha bisogno di assomigliare a nessuna. È una fuoriclasse che con un tocco di irriverenza corona più di un sogno: essere amata da un uomo ed essere accettata da suo zio.

 

La recensione è apparsa sul Corriere Nazionale

http://www.corrierenazionale.it/culture/scritture-e-pensieri/da-leggere/102518-L-autentica-fuoriclasse-ha-vitalita-energia-ottimismo


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