Conti aperti

Coppia di dadi in bianco e nero
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I dadi non si fermano mai sul sei. La vita scorre imperfetta, partita dopo partita. E noi, dove stiperemo tutta questa poesia? tutta questa voglia d’arte e di bellezza, che ci pervade e ci accende le notti?

Qua fuori nessuno ci vuole. Nessuno ha voglia di ascoltare la prosopopea dell’imperfezione o la logica della felicità interstellare.

Discettando, ripartiamo dal via. A me è uscito tre, e a te?

A te che sembri di un altro pianeta, fiore gemello dove mi rivedo a specchio. Che ne sai di tutta questa inquietudine? che ne sai delle scariche di vacuità allo squillare dell’ennesima sveglia? Vaghi, folgore d’amore, lontano anni luce dall’isola che c’è, e che tocchi.

Io e te passeggiamo tra libri spaginati e parole scarnificate. Nude e spigolose. Parole nostre e di altri. Beviamo parole. Ci bagniamo di parole, mentre continuiamo a tirare quei dadi. Reggerà il maniero contro l’onta della bugia?

Abbiamo imbastito il Sogno come una tavola. Sempre noi, a dividerci lo spazio angusto di un’evasione di carta. Ma non viviamo ai piedi di uno scaffale, agganciati a fili d’argento. Siamo senza ali, con un rebus tra le labbra e un conto ancora aperto.

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