Corpi di Gloria: quando i sogni erano tutto

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Noi siamo figli delle stelle/figli della notte che ci gira intorno/noi siamo figli delle stelle/non ci fermeremo mai per niente al mondo.

Le riconoscete? Sono le parole di un tormentone di Alan Sorrenti che almeno una volta avete canticchiato. Questa canzone è anche una delle colonne sonore di Corpi di Gloria (Marsilio, Premio Rapallo Carige Opera Prima), il romanzo rivelazione di Giuliana Altamura, scrittrice, più un mucchio di altre cose. Un romanzo evanescente, delicato, prezioso. Merito della scrittura, del ritmo, delle parole. E, difatti, sono tutte qua le ragioni per leggere questo libro, le stesse che devono aver spinto la casa editrice a puntare su Giuliana. Le uniche possibili per avvalorare l’esperienza del leggere e dello scrivere. D’altronde di storie di ventenni, disincantati, annoiati, curiosi, insofferenti, la narrativa nostrana è zeppa, senza contare le opere tradotte, targate USA o Francia. Ne siamo assetati, evidentemente. Ci riconducono a quando i sogni erano tutto e potevamo essere quel che desideravamo. Giuliana è tornata a quel momento.

Puglia, villaggio di Riva Marina, estate, sei ventenni. Gloria e Andrea sono fratelli. Andrea ha lasciato Bari per frequentare l’università di Yale. Gloria, che ama suo fratello come si ama uno spiraglio di luce nel buio, vive con la madre e la nonna. Il padre li ha mollati quando ha deciso di rifarsi una vita. Intorno ai due fratelli, ricongiuntisi per le vacanze, Cris, bellissima e svitata, Nic ricco e turbolento, Dave timido, appassionato di musica e innamorato segretamente di Gloria, e Michael, l’amico americano di Andrea. Riva è un’oasi di mare bruciata dal sole. I baresi bene ci trascorrono i mesi di luglio ed agosto, poi il nulla. Il ritorno di Andrea è l’unico evento degno di nota per la comitiva, dove ciascun componente affoga i magoni personali.

“Cris beve l’ultimo sorso di Coca roteando gli occhi verso il mare calmo, quasi finto. I rumori della spiaggia sono un brusio indistinto, il ronzare di un insetto che gira intorno a niente.

«Volevi tuo fratello tutto per te, vero?»

Gloria non risponde. Prende una bustina di zucchero di canna e se la mette in tasca.

«Vedrai, si annoieranno a morte qui».”

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Tornare vuol dire fare i conti con il passato, con i fantasmi, con quella fissità insopportabile che è la ragione della fuga. Tra mattinate al bar e nottate a scassinare case, salgono a galla i pensieri, i desideri inespressi. Rimedi ad una noia antica, che a vent’anni qualcuno affronta, qualcun altro no e ci rimane sotto. Finché tutta quella turbolenza, quel prendere a calci il mondo per smuovere qualcosa dentro sfocia in una tragedia. Un fatto scioccante per Cris, compromettente per Andrea, risolutivo per Gloria e Dave. Se i luoghi, le cose che vediamo, la bellezza o l’orrore ci condizionano, allora le crisi di questi ragazzi, l’aggrapparsi l’uno all’altro, i visi protesi al cielo a cercare un altro destino sono un connotato imprescindibile del libro. Il fuori si perde continuamente nel dentro, in un’atmosfera impenetrabile, sognante eppure realista, finanche cinematografica, da nouvelle vague.

Hanno paragonato Giuliana a Bret Easton Ellis e Sofia Coppola per il mix di violenza e dolcezza, per come la polvere di stelle (la sua scrittura, che bella, ragazzi) si fa veleno in un niente. Da tempo non mi emozionavo nel leggere un’autrice nostrana. A Corpi di Gloria ci sono arrivata tardi, dopo gli articoli on line e il racconto contenuto in “Quello che hai amato” la raccolta di undici storie non fiction a cura di Violetta Bellocchio. Questo vuol dire che in pochi giorni Giuliana l’ho letta e riletta, e con convinzione vi dico: è proprio brava. Brava come Luisa Brancaccio, come Veronica Tomassini, come Carmen Pellegrino, come Isabella Santacroce. Brava come chi attraversa il mistero della parola scritta, te lo mostra e non lo sciupa.

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    One thought on “Corpi di Gloria: quando i sogni erano tutto

    1. […] le storie con al centro gli adolescenti e gli uomini e le donne che saranno, fateci un pensierino. Questo il link alla recensione per approfondire e buona […]

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