Cose di nessuna importanza

a colpi di penna
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S’era svegliata di soprassalto. Di nuovo.

Desiderava dargli un bacio. Solo uno, giusto per assaporarlo, per sentire la sua saliva sulle labbra. Una voglia che non l’aveva ancora mollata. Era rimasta attaccata alla pelle, nascosta in qualche anfratto della mente, nonostante il tempo, nonostante tutti quegli anni.

Qualche volta, di notte, l’immagine di Rick riemergeva dal fondo dei ricordi sommersi. I cattivi pensieri, da tenere segregati, al buio. Perché non lo aveva baciato quando ce lo aveva davanti? quando le notti scivolavano rumorose sotto la luce ocra di un abat-jour, ravvivate dal brivido dell’ennesima sbronza scacciapensieri? Sere in cui prendevano a calci il mondo. Lo stesso mondo che osservavano con curiosità ma che, in qualche misura, li aveva fregati. Ne parlavano spesso di quello stato di insofferenza perenne. Parlavano del dolore, del boccone amaro che avevano in bocca e che ingollavano a fatica.

La loro amicizia l’aveva cercata lei. L’aveva voluta a tutti i costi. Se l’era praticamente costruita, come si fa con un ponte o una casa. Si era procurata il suo numero di telefono e l’aveva chiamato con una scusa banalissima.

Desiderio. All’epoca non era stata capace di capire, di decifrare. Era questo che provava. D’altronde che potevano essere la gioia nel vederlo e la sensazione di vuoto quando lui andava via? Sì, vuoto. Vuoto quando girava le spalle al mondo che attraversava disinteressato. Non gliel’aveva mai spiegato l’effetto strano che le faceva. Era un’esperienza personale, senza risvolti. Un fatto a se stante che lei pensava destinato a sfumare nei giorni.

Strano. Ripensava a lui e si sforzava di convincersi che era un tipo strano. Pazzo, lunatico. Lui bagnato dalla notte, lei dal giorno. La luna e il sole.

Ricordava di aver letto in un libro di mitologia che il sole e la luna non dovevano assolutamente incontrarsi, sfiorarsi. In ballo c’era l’incolumità degli esseri umani, e certo lei non voleva correre questo rischio. Viaggiava senza controllo tra le foto di quei tempi, tra le frasi lanciate via sms. Tra i lacerti di canzoni e citazioni di libri. I gesti amati si moltiplicavano. Saltavano come cavallette fuori dalla memoria. Era tutto là, chiaro. Aveva perso il sonno per nulla. Per nulla.

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