Da Chatwin a Pirsig due libri da leggere sul viaggio e sulla vita

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Se pensate che la casa sia solo un luogo per appendere il cappello, che cambiare paesaggio è necessario per continuare a respirare e che l’esistenza sia un’aporia irresistibile, ecco due libri che fanno per voi e che potrebbero accompagnarvi nei prossimi mesi. Parlo di Anatomia dell’irrequietezza di Bruce Chatwin (ne ho scritto anche qui) e de Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert Pirsig, entrambi pubblicati in Italia da Adelphi. Collage di articoli, racconti e recensioni il primo, diario di un lungo viaggio in moto che si fa metafora di scoperta e di rivelazione il secondo, questi due volumi hanno in comune lo spirito. Sia per Chatwin che per Pirsig viaggiare è l’unico modo per stare al mondo. Viaggiando si cresce, viaggiando si impara, viaggiando l’esistente ci attraversa, viaggiando l’inutile si ridimensiona, fino all’inconsistenza. Chi sceglie questi due libri rinuncia, sebbene non del tutto, alla fiction, e fa spazio alla filosofia, alla storia, al misticismo.

Anatomia dell’irrequietezza

Non è certo il libro più famoso e letto di Chatwin, ma rende l’idea di un fatto: per l’autore inglese viaggiare era la sostanza dello scrivere. Pubblicato postumo nel 1996 (anche in Italia), Anatomia dell’irrequietezza raccoglie riflessioni, racconti, recensioni apparsi su riviste, quotidiani o periodici tra gli anni Settanta ed Ottanta. I luoghi e le persone sono più di un pretesto narrativo: sono punti di osservazione sui tanti mondi esistenti. La fiction è riservata al cuore della raccolta che conferma la bravura dello scrittore non solo come reporter, ma anche come narratore. Non sono meno interessanti le recensioni, nell’ultima parte del libro. Leggerle è oltremodo istruttivo e a tratti divertente. La linea comune di questa miscellanea di scritti è difatti proprio l’ironia, lo sguardo sorpreso, critico e all’occorrenza beffardo con cui lo scrittore entra nei posti, in certe tradizioni, negli uomini e nelle donne. Chatwin ci restituisce un credo (“il moto è la migliore cura della malinconia”) e poi un’arte: scrivere per comunicare.

Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta

Il viaggio e la scoperta accendono anche le pagine de Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, il romanzo di Pirsig, scrittore e filosofo americano. È il 1974 e negli States, inaspettatamente, appare questa sorta di autobiografia. Pirsig racconta, con tanto di espedienti narrativi, una lunga fuga dalla città con suo figlio Chris. I due, in compagnia di una coppia di amici di famiglia, partono dal Minnesota e raggiungono la California. Il percorso, a volte faticoso anche per il mezzo di trasporto prescelto (la moto), è il pretesto per ragionare di vita, di qualità, di coraggio, di scelte. Pirsig menziona di continuo Fedro, il suo ego primitivo e libero (“Vivere soltanto in funzione di una meta futura è sciocco. È sui fianchi delle montagne, e non sulla cima, che si sviluppa la vita”). Chris, che molti anni dopo sarà assassinato durante una rapina, segue il padre in questo cammino esistenziale, senza nascondere talvolta il disagio o il desiderio di tornare a casa. La ricerca di Pirsig sulla Verità non si arresta. Dopo che il suo libro rivelazione vince il premio Guggenheim Fellowship e diviene un best seller, Pirsig taglia i ponti con la mondanità sul nascere. La vita non gli risparmia i dolori: la separazione dalla moglie, la morte del figlio. Quando Chris viene assassinato a San Francisco, nel 1979 ed era sul punto di raggiungere suo padre, Pirsig aveva preso a stare su una barca in Svezia. Anche dopo la tragedia continuerà a cavalcare le onde, legandosi ad un’altra donna. Negli anni Novanta pubblica Lila: un’indagine sulla morale, sancendo la sua fama di scrittore e di filosofo. I libri di Pirsig sono il riflesso dei suoi moti interiori, delle sue scelte, delle sue fragilità. Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta non fa alcuna eccezione. È un testo dirompente. Due sono gli effetti che può fare: annoiarvi a morte o infondervi tanta forza, offrendovi spunti continui. Per me è stata una rivelazione, il libro giusto al momento giusto.

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    One thought on “Da Chatwin a Pirsig due libri da leggere sul viaggio e sulla vita

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