Della giovinezza e di certe stagioni della vita #1

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Cara M.,

come stai? Proprio oggi parlavo di te. Ho incontrato Simone per strada, passeggiava con la figlia.  È tornato da queste parti per qualche giorno, sta un poco con i suoi, visto che non li vedeva da mesi.  Sua moglie, invece, è rimasta a Torino. Lei detesta Napoli, dice che le fa venire il mal di testa. Peccato: non sa che si perde, avrebbe potuto venir via dalla nebbia, e invece niente. Simone mi ha detto che ho la stessa faccia di dieci anni fa, solo con un chilo o due di più. Lui è cambiato. Porta la barba lunga, è magro, forse anche troppo. Bell’uomo tutto sommato. Voleva sapere se scrivo ancora, se leggo in piedi alla fermata di un autobus, che lavoro faccio. Gli ho risposto, ironizzando. Mica gli potevo dire «in verità da qualche tempo mi pare di fare una brutta vita e mollerei tutti per raggiungere un’isola deserta?» . Tra l’altro non c’è niente di originale o sorprendente in questo: è ciò che vogliono tutti, ricchi e poveri, soltanto che nessuno, o quasi, ha il coraggio di farlo. Chiedeva di te, anche. Simone non ha tue notizie da quindici anni. Gli ho spiegato che lavori in un museo a Parigi. È rimasto a bocca aperta, come quando ti fissava dal banco in seconda fila, al liceo. Certe cose non si scordano, lo sai pure tu.  Tant’è che la moglie sa tutto di noi:i i pomeriggi a casa tua, le serate a scrutare il mare e a fumare, la musica, le litigate a casa. Chissà se le ha confidato che ti voleva abbracciare, che ti sognava.  Alla fine, ci siamo salutati contenti, neanche avessimo ricevuto un regalo. Mi manca quell’età di chiacchierate infinite, di congetture, di visioni nette e di jeans sfilacciati. Rivoglio quelle compagnie incredibili, quella libertà, quel vivere o morire per delle idee.

Alla prossima.

Tua, G.

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    2 thoughts on “Della giovinezza e di certe stagioni della vita #1

    1. orietta forte

      Sono io che parlo, sono i miei tempi, e un’intera generazione piena di passione, ora incredula, quasi spersa, aliena in questi tempi, come aspettando che una folata improvvisa di vento sgomberi il cielo dal grigiore e ci renda di nuovo vitali, partecipi, protagonisti.

      1. Marina Bisogno

        Già…un bacio orietta cara, mi mancate!

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