Dieci donne

Marcela Serrano-ritratto
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“Alla fine tutte noi, in un modo o nell’altro, abbiamo la stessa storia da raccontare”.

Si conclude così “Dieci donne”, l’ultimo lavoro di Marcela Serrano, scrittrice cilena di fama internazionale.

Le storie, le esperienze intime delle protagoniste… mi hanno accompagnato durante gli ultimi tramonti di luglio.

 La Serrano ha tentato un esperimento: ha immaginato che nove donne, più la loro psicologa, si ritrovino tutte insieme nel giardino della loro casa di cura e prendano a raccontarsi. Il racconto si eleva a mezzo di salvezza e di elaborazione del disagio, del male che ognuna si porta dentro. Le storie che le protagoniste condividono sono normali: storie comuni, vicine a tutte noi. Leggendo, leggendo ogni lettrice sceglie il suo personaggio, la sua donna preferita.

La chiacchiera come terapia non è una novità per i lettori della romanziera. Già ne “L’albergo delle donne tristi” ha sperimentato la condivisione per affrontare ed arginare le pene dell’anima, quasi come se l’essere donna implichi di per sé una dose di inevitabile follia. Il faccia a faccia con le altre, il coro, per quanto disarmonico, diventano il perimetro entro cui misurarsi. Una specie di cattività temporanea, che azzera tutto quello che corre fuori.
La lingua è semplice, ma ricercata, a tratti intrisa di lirismo.

La lettura corre, quasi ci si trovasse a bordo di un treno che sferraglia chissà per dove.

 Voto: 10

Età: dai 25 in poi

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