E di colpo siamo tutte Aurelie Bredin

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Nicolas Barreau è uno scrittore immaginario. La falsa identità dell’autore è stata denunciata dal giornalista Elmar Krekeler in un articolo pubblicato su Die Welt in cui viene analizzata la tendenza delle case editrici tedesche a creare autori fittizi per la pubblicazione di nuovi romanzi scritti in base ad analisi di mercato. Secondo lo scrittore Norbert Krüger, il personaggio di Nicolas Barreau è stato creato dalla casa editrice per sfruttare il favore di pubblico ottenuto dagli autori francesi in Germania.

Ecco come tuona Wikipedia, condannando le lettrici dell’ironico scrittore parigino (e a questo punto fantasma) alla stessa sorte di Aurelie, la protagonista de Gli ingredienti segreti dell’amore (Feltrinelli), che tenta di rintracciare in tutti i modi l’autore di un romanzo per poi scoprire che non esiste affatto.  Se la tesi di Krekeler è veritiera, e Barreau non fosse l’ex studente della Sorbonne, libraio sulla Rive gauche, refrattario agli incontri mondani, certo me ne dispiacerebbe. E me ne dispiacerebbe perché il suo romanzo mi ha rubato più di una risata. La trama è semplice, proprio niente di impegnativo. Il classico libro per rilassarsi e viaggiare in treno dimenticando di starci.

Aurelie  gestisce il ristorante Les Temps de cerises.  La sua vita sentimentale va a rotoli, e la cosa peggiore è che tutti i suoi amici sembravano essersene accorti da un po’. Depressa, Aurelie cincischia in giro per Parigi finché una serie di vicissitudini la spingono in una libreria. Qui acquista un libro e con immenso stupore scopre che tra le pagine si parla proprio del suo ristorante e di una ragazza sorridente dagli occhi verdi ed i capelli biondastri lunghi, che oh la la, potrebbe essere proprio lei.

Da quel momento prende piede una vicenda rocambolesca, fatta di scambi di persona, botta e risposta esilaranti ed una carrellata di luoghi comuni. Cosi, ecco che fanno capolino sulla scena Bernadette, saccente ed inseparabile amica di Aurelie, André Chabanais, editor dall’occhio di falco e sublime scrittore, più una serie di comparse, a completamento di questa commedia letteraria stupida, perché è stupida, ma divertente e dai passaggi geniali. La cura delle parole, l’incastro tra le battute sono meglio di una scuola di sceneggiatura.

 

La felicità è un cappotto rosso con la fodera a brandelli

Julian Barnes

http://youtu.be/8lW8B7MNIt4

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    One thought on “E di colpo siamo tutte Aurelie Bredin

    1. Marco

      No cioè sono ditrutto, non è possibile gli ho fatto tanto di recensione. Uf.

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