Felicità è anche bere un caffè al solito bar

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Qualcuno sostiene che possiamo cercare la felicità per mari e per monti e non trovarla mai. La possiamo cercare in Provenza, nei Paesi Bassi, in America o in Africa. Possiamo frugare nei cassetti, sotto i tappeti, interrogare lo specchio o la luna, scomodare i Santi, se necessario. Possiamo andare e guardare in ogni dove, ma invano, perché l’unica cosa sensata da fare sarebbe guardare dentro di noi. “La felicità non è altro che il profumo del nostro animo” diceva Coco Chanel. Se non intendiamo la felicità come un modo di pensare e di agire non la conquisteremo. Ci scapperà. Ci limiteremo ad invidiarla in chi l’ha raggiunta senza sapere come. Siccome questa cosa del frugarsi nel cuore e nella testa è intricata e pretende impegno e autodisciplina, è meglio fare un passo alla volta.

Non so come state messi voi, ma la mia esistenza (giovane donna di 32 anni e nessuna eredità imprevista) assomiglia a una combinazione tra una marcia costante e una gara di apnea. Per la serie: tieni il passo, trattieni, trattieni, resisti, resisti e cerca di non esplodere. In questi casi non c’è che una cosa da fare: agire in contropiede, ovvero non smettere di credere che la vita sia splendida e che anche il tritacarne quotidiano lasci spazio a qualche sospiro di sollievo. Ad esempio: la sottoscritta trova assai giovamento nelle improvvisate dal parrucchiere giù casa. Che sia giovedì o sabato pomeriggio,  affidarmi alle mani magiche della shampista scioglie nodi e dirada nubi, o al massimo mi rilassa a tal punto da prender sonno tra una spazzolata e l’altra. Ma, visto che rifugiarsi tra balsamo e lozioni profumate fa male al portafoglio (che langue da un po’), il diversivo è d’obbligo. Mi ingegno.

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Tra i principali antidoti al male di vivere ci sono:

  • ascoltare Hungry Eyes di Eric Carmen in treno
  • accendere, rigorosamente dalle 19.00, incensi profumati in camera. Ora che l’autunno è dei nostri crea anche atmosfera
  • bere tè di tutte le specie
  • pedalare almeno quindici minuti sulla cyclette
  • ordinare la doppia colazione al solito bar prima di salire in ufficio

Nell’elenco non considero libri e musica perché storie e ritmo sono alla base della mia esistenza da molti anni a questa parte. E non considero neanche l’effetto placebo di fidanzati, sigarette ed amici.

Scrollarsi di dosso certe faccende è anzitutto una sfida personale.

O no?

“La felicità è come quando si inghiotte improvvisamente uno spicchio splendente di sole nel pomeriggio”.

Katherine Mansfield

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