Fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale

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Ricordi? Fui con te a Santa Lucia/al portico dei Servi per Natale/credevo che Bologna fosse mia

Cominciasti a cantare questa canzone e io ti ascoltavo. Ridevo perché faceva al caso nostro: stavamo sotto il portico dei Servi, Natale era passato da qualche giorno, l’anno stava finendo e avevamo Bologna in tasca. Ci abbiamo consumato le suole lungo le strade, mattina e sera, fino a notte, quando ci accompagnava soltanto il nostro scalpicciare. Sarei rimasta là per sempre. Napoli la sentivo lontana, quasi non ci avessi mai vissuto. Com’è che uno arriva in una città e la scopre “sua”? Forse ci si innamora anche dei posti, non solo delle persone, e loro ricambiano, persino. Mi aggrappavo a te, a quella felicità incontenibile. La gente ci guardava passeggiare e abbracciarci. «Guarda che belli» pensava. Già, aerei e assoluti, di un’altra pasta, la peggiore, la più temibile. Bologna ci accoglieva all’alba, ci sorrideva nei caffè stile francese, nelle osterie o nelle librerie, dove volavano le ore. Abbiamo brindato e mangiato, corso e scherzato da matti, intabarrati ben bene a S. Petronio. Faceva freddo, ricordi? Ma non aveva importanza: ci piaceva Bologna e quella giovinezza impertinente.

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