Il compagno: storia di Pablo che suonava la chitarra

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Lo chiamano Pablo perché ha la passione della chitarra. Gli interessa solo suonare, o magari cantare, niente di più, con immensa preoccupazione della madre. Questo fantomatico ometto è il protagonista de Il compagno, uno dei romanzi del grande Cesare Pavese.

Pablo ha trent’anni. Il suo più caro amico, Amalio, fa un incidente con la moto e resta paralizzato. Pablo va a trovarlo e conosce Linda, la ragazza che Amalio frequentava senza impegno fino alla sera dell’incidente. Pablo e Linda intrecciano una specie di relazione che è rugiada sulle piante secche. La ragazza, infatti, non vuole saperne di legarsi ad un tipo squattrinato, e Pablo soffre, non poco, per la leggerezza della ragazza. Ma la mestizia di Pablo poi svapora : il ragazzo si impegna in un lavoro che lo conduce in giro per l’Italia e grazie alla chitarra (l’unica vera gioia) attira intorno a sé un nugolo di ragazzi e di ragazze, alcuni dei quali invischiati nell’antifascismo. Il fascismo, infatti, è la cappa nera sulle teste e sulle idee delle figurine del libro che, al di là della politica, tentano di istruirsi, di interpretare il tempo che attraversano.

cesare-pavese-alla-macchina-da-scriverePavese si dimostra ancora una volta un guru della scrittura. Da una parte compone al meglio personalità e umori, anche con delle libertà linguistiche, specie nei dialoghi. Dall’altra imperla il testo di suggestioni, flash emotivi di cui solo lui, da buon mescolatore di esistenze, era capace. Vite pubbliche e private che sconfinano e si condizionano. Così la gente, la politica, la piazza diventano il pretesto dell’autore per percorrere i pensieri, i crucci ed i sogni dei suoi personaggi, uomini tra gli uomini.

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