Il grano in erba: storia di Vinca e Phil

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Vinca e Phil, protagonisti de Il grano in erba di Colette, scrittrice, sceneggiatrice, giornalista e persino attrice francese d’un tempo che fu, sono due adolescenti. Si conoscono da anni perché le loro famiglie usano affittare ogni estate una villetta sulla costa bretone. Vinca è attraente, anche se Phil non ne è per niente consapevole. Sboccia come una rosa Vinca. Una rosa con le spine, però: spesso si lascia andare a risposte aspre, a gesti maldestri, e nasconde le tracce della sua femminilità incipiente cimentandosi nella pesca e in giochi d’acqua e di velocità. Phil, invece, è appena un anno più grande di lei. È bello Phil, ma è anche tanto viziato, abituato a vincere.

Phil e Vinca si appartengono: ciascuno conosce ogni angolo del corpo dell’altro, quasi fossero due gatti cresciuti nella stessa lettiera. I corpo a corpo a mare, gli spintoni, le rincorse, il contatto costante hanno intrecciato, negli anni, un legame indefinito. Provano l’uno per l’altra un sentimento di possesso. Un sentimento che dileggiano, che rinnegano quando li fa patire, e a cui soggiacciono inermi.

Intorno è tutta natura: il mare sfoggia colori cangianti a seconda dei momenti della giornata, il vento scompone ed accarezza i gerani, l’erba, il grano pronto per la trebbiatura. Vinca splende nel sole con i suoi occhi mavì ed i capelli fini color oro tagliati a caschetto in maniera regolare. Phil si atteggia come un re, ma senza il regno. Ha i capelli corvini e gli occhi blu, di quelli che sfavillano nella notte bretone imperlata di stelle. Si conoscono da sempre e com’è tipico degli adolescenti si studiano e si affrontano, si pensano e si maledicono.

Poi Phil incontra Camille, una donna di trent’anni con cui vive le prime esperienze sessuali. Il ruzzolone inatteso nel mondo degli adulti allontana Phil dall’immobilità struggente in cui da troppo tempo si era impaniato con Vinca. Le reazioni di Vinca sono tipiche di una ragazza pretenziosa che tenta di riprendersi ciò che le appartiene. Sarà, poi, Phil a traghettare Vinca in una stagione diversa, fatta di carne e di sussulti. Una stagione breve che, come spesso accade, non vivranno insieme oltre un istante di euforica perdizione. Cosi, mentre l’estate francese scolora nell’opacità dell’autunno, anche l’adolescenza con le sue prese di posizione fa largo alla prepotenza dell’esperienza.

colette-con-i-gattiColette si riconferma maestra a descrivere la dittatura dei sensi senza scadere mai nell’ovvietà. Fa di ogni gesto una manifestazione della natura, cosicché proprio nella natura i suoi personaggi si perdono e rinascono. La scrittura di quest’autrice insegue e fissa il segreto della crescita, e lo rivela, sul finale, con tutta la poesia che un prosatore può sperare di ricreare.

 

Per saperne di più su Colette:

Biografia di Colette

La mia recensione a Hotel Bellavista e altri racconti di Colette

 “Una donna che si crede intelligente reclama gli stessi diritti dell’uomo. Una donna intelligente ci rinuncia”.

(Sidonie-Gabrielle Colette)

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