Il sonno come rimedio. Anche nei libri

ragazza-che-dorme
PrintFriendly and PDF

Non so chi ammetterebbe senza tanti giri di parole che si annoia. Si annoia perché il lavora lo sfianca, si annoia perché non lavora, perché vorrebbe camminare, andare al cinema, prenotare un viaggio e finisce col non fare niente. Quindi diciamolo: certe volte il quotidiano ci scoccia e sprofondiamo nell’uggia.  Questa considerazione mi fa venire in mente Terako, la protagonista di Sonno profondo, il racconto che dà il titolo all’omonima raccolta di Banana Yoshimoto (Feltrinelli, traduzione di Giorgio Amitrano). Terako si annoia e per rimediare al suo stato d’animo si addormenta. In pieno giorno o a sera è capace di assopirsi per ore. «Da quanto tempo sarà che quando sono da sola dormo in questo modo? Il sonno viene come l’avanzare della marea. Opporsi è impossibile. È un sonno così profondo che né lo squillo del telefono né il rumore delle auto che passano fuori mi arrivano all’orecchio. Nessun dolore, nessuna tristezza laggiù: solo il mondo del sonno dove precipito con un tonfo».  Non la stimola neanche il fatto di avere una relazione con un uomo. Lui è sposato e per stargli vicino Terako ha mollato il lavoro.  Ma il sonno non è solo un mezzo di evasione: è anche un modo per avvicinarsi a Shiori, la sua migliore  amica  purtroppo defunta.

Il sonno è uno spazio misterioso e magico: c’è chi lo teme e chi lo cerca. Pure Lisario, l’adolescente al centro di Lisario e il piacere infinito delle donne (Mondadori), il nuovo romanzo di Antonella Cilento, trova nel torpore la soluzione al suo problema: evitare i suoi genitori e la loro volontà. Così ogni volta che lo ritiene, Lisario si mette a dormire, sbalordendo i suoi e la servitù. Il sonno è la risposta estrema di una ragazza che decide di eclissarsi e di sfuggire al suo destino. Dormire è una reazione a quel che ci preoccupa o intristisce. Abbiamo bene impressa la sensazione che non appena serriamo le palpebre i nostri gesti e quelli altrui acquistano altre sfumature, finché, piano piano, perdono consistenza. Tutto si fa leggero e prevale l’assenza. Una magia da che esiste l’uomo sulla Terra.

 

Be Sociable, Share!

    Related posts

    Leave a Comment