Jeremy e io: l’orologio a muro

jeremy
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Jeremy mi ha regalato un orologio vintage, da muro. Sullo sfondo, una caliginosa Parigi anni Venti. A furia di contemplarlo, ti si apre davanti il tempo e ci sei dentro. Ho un debole per Parigi e Jeremy lo sa. Specie per il periodo di Hemingway, di Stein, di Fitzgerald. Parigi era l’Europa snob e saccente, era il mondo che anteponeva la bellezza e l’arte all’ordinarietà. Era il tempo dei bohémien e della generazione perduta.  A Parigi ci sono stata una volta, molti anni fa. Poi l’ho respirata attraverso i libri e la musica. Anche adesso: metto su un pezzo di Django Reinhardt e sono là.

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