Joanna Rakoff e il suo anno con J.D. Salinger

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Facciamo che siete devoti a J.D. Salinger. Facciamo che siete dei romanticoni e non rinuncereste mai alle descrizioni di una cangiante New York nel bel mezzo degli anni Novanta. O, parlo alle signore, facciamo che vi siete immedesimate così tante volte in Andy Sachs, l’assistente trafelata di Miranda Priestly ne “Il diavolo veste Prada” da desiderare un’altra icona, magari stile Sylvia Plath ai tempi dello stage a Mademoiselle. Se per una ragione qualsiasi vi siete sentiti chiamati in causa, allora “Un anno con Salinger” di Joanna Rakoff (Neri Pozza, traduzione di Martina Testa) è il libro che fa per voi. Joanna ha poco più di vent’anni quando ritorna in America, dopo aver studiato a Londra. Vuole vivere scrivendo poesie, ma finisce a lavorare come assistente della direttrice dell’agenzia letteraria più antica di New York. La stessa agenzia che cura gli interessi di Salinger. Joanna fa il suo ingresso in gonna e mocassini tra dittafoni, scaffali stipati di libri e moquette polverose. Non fa che trascrivere contratti e rispondere a pile e pile di lettere. Sono quelle che i fan del celeberrimo Salinger gli indirizzano, in attesa di una risposta. Gli confidano le loro paturnie, i loro dolori, certi che lui possa comprenderli. L’agenzia è prestigiosa: ha le sue regole, i suoi segreti, le sue assurdità. Joanna si fa strada e ben presto inizia a leggere anche manoscritti. Le regole da non infrangere sono: non intrattenersi con Salinger al telefono, non abbracciarlo, non propinargli mai scritti, non considerarlo un amico. Joanna le segue alla lettera. Intanto, tra reading e incursioni al New Yorker, Joanna cresce. Fa il suo percorso, che contempla serie difficoltà a pagare l’affitto e una gran nostalgia della sua migliore amica. Una sera, mentre Don, il suo ragazzo socialista, è fuori per il matrimonio di Marc, un amico comune, Joanna realizza di desiderare altre cose. Le parole di Salinger, scrittore osannato, la ravvivano.  Si ricorda chi è, cosa sognava e ancora sogna, con tutte le scelte che questa consapevolezza richiede.

“Proprio come le ragazze delle segreterie all’epoca dei nostri genitori, pochissime di noi sarebbero state promosse, pochissime di noi, come si suol dire, ce l’avrebbero fatta. Ci raccontavamo bisbigliando le storie delle fortunate, quelle a cui il capo permetteva di mettere sotto contratto nuovi libri o nuovi clienti, a cui faceva da mentore, o quelle che dimostravano un colossale spirito di iniziativa al di là di ogni regola, e ci chiedevamo se, in qualche modo, un giorno saremmo state anche noi così, se lo desideravamo abbastanza da sopportare gli anni di stipendi bassi, gli anni passati alla mercé del capo, o se quello che volevamo, in realtà, era ancora stare dall’altra parte della barricata, essere lo scrittore che bussava con sicurezza alla porta del nostro capo”.

Il memoir di Joanna Rakoff ha conquistato subito l’America, e non solo. Dentro c’è pure uno scorcio del meglio dell’editoria d’Oltreoceano prima della diffusione capillare del p.c. La Joanna del libro è una ragazza sognante, capace, presa dall’annosa sfida: diventare una persona adulta, possibilmente soddisfatta di se stessa. Il suo sguardo è luminoso, divertente. Leggere di lei fa compagnia, è un’evasione, effetto di una vita che non è la nostra. Oggi Joanna Rakoff è una scrittrice (anche l’altro suo libro “A Fortunate Age” ha riscosso interesse) e vive in Massachusetts. L’idea di scrivere dei tempi all’agenzia letteraria gliel’hanno suggerita. Qualcuno l’aveva sentita raccontare alla radio di quel periodo, di Salinger e tutto il resto. Il suggeritore è stato avveduto, noi ringraziamo.

 

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    One thought on “Joanna Rakoff e il suo anno con J.D. Salinger

    1. […] New York come nelle migliori cartoline cinematografiche degli anni Novanta, l’agenzia letteraria più prestigiosa che cura gli interessi di Salinger e una ragazza appassionata di letteratura, con un mucchio di poesie nel cassetto che si ritrova a fare l’assistente di un’esigente direttrice, tra cocktail e incursioni tra i big delle realtà editoriali sempre verdi. È una storia vera, quella di Joanna Rakoff, oggi scrittrice e critica letteraria. Joanna ripercorre gli anni di New York, delle prime esperienze lavorative, degli amori sconclusionati, delle decisioni che cambiano il tragitto personale. Consigliato a chi sta cercando se stesso o chi ha una terribile nostalgia del secolo scorso. Qui il post dedicato. […]

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