La camera azzurra

copertina la camera azzurra
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Andrée Despierre, avete mai sentito questo nome? È la protagonista de “La chambre bleue” di Georges Simenon, padre letterario di Jules Maigret e formidabile giallista belga del Novecento.
La passione amorosa di madame Despierre e di Antoine, coprotagonista del romanzo, si consuma tra le pareti della camera azzurra (la chambre bleue, appunto), una stanza tinta di blu in un alberghetto francese.

Andrée piomba nella vita di Antoine con prepotenza, come se non avesse atteso altro per il resto dei suoi giorni. Lo attacca, come una tigre con la preda prescelta. Gli salta letteralmente addosso, neanche fosse sicura che lui non l’avrebbe respinta. Tipico di alcune donne, diremmo noi oggi.  Gli regala momenti di piacere intenso, di quelli che la moglie non gli avrebbe mai concesso. A volte, è violenta Andrée e fa quasi paura. Quasi, finché suo marito Nicolas non viene trovato morto e lei manda dei messaggi inquietanti ad Antoine che inizia ad avere paura. Che Andrée sia uscita completamente di testa? Già, perché lei ci tiene troppo ad Antoine, lo vuole, lo desidera, lo ha sempre cercato e non tollera che qualcuno possa separarli.

Il finale non ve lo anticipo, sciuperei tutto, anche se, secondo me, questo libro va molto oltre. Si apprezza per la bellezza della scrittura, per la costruzione narrativa, per la cura dei dettagli e la conoscenza delle ombre più scure dell’animo umano. La lingua è veloce, elegante. Le parole hanno uno spessore preciso, respirano, ti entrano nella testa. Se dovessi consigliarlo lo farei, perciò, sì, leggetelo e amatelo. Giallisti e non.

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