La signorina M. e gli uomini orsi

donna che trascina uomo con sé
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«Vivere a lungo con un uomo è come accettare una caramella senza conoscerne il sapore. Meglio riempirsi la bocca di zucchero sfuso e vivere di eterni primi appuntamenti» mi apostrofa la signorina M. alla fermata dell’autobus.

«Ma sei matta? Come ti vengono certi pensieri?» domando un po’ scostante

«Tesoro, pensavo a quello che mi ha raccontato Giulia, una vecchia amica. Pare che il fidanzato si sia trasformato in un orso…»

«In un orso? ma hai bevuto cognac stamattina?»

«Chérie, ma che hai capito! Orso nel senso che dopo le premure del primo anno, ora a stento ricorda il giorno del loro anniversario. A quanto dice Giulia, i primi mesi lui le teneva aperto lo sportello, quando uscivano non mangiava per l’emozione, e soprattutto, tra di loro non ci si metteva mai una partita di pallone».

«Ah, pensavo chissà che…»

«No, invece è grave. Lui le preparava la cena ed ogni occasione era buona per una gita fuori porta. Ora, dopo due anni di convivenza, la domenica pomeriggio non solo non storna mai gli occhi dalla Tv se lei gli parla, ma non vuole alzarsi dal divano neanche dopo il match. In più, non si alza da tavola se gli occorre un tovagliolo, si pulisce i denti con lo stuzzicadenti allargando la bocca, e per giunta, udite, udite, facendosi scappare qualche rutto!»

«Nooo…»

«Si, e Giulia è disperata. Per farmi capire mi fa l’esempio dei fiori»

«Dei fiori?»

«Certo! Questa faccenda degli uomini è come avere nel vaso fiori bianchi e ritrovarseli blu di colpo, senza una spiegazione. Guarda che sono traumi questi!»

La guardo interdetta. Che si sia ammattita?

«Tesoro, dì’ sei mai stata con un uomo? La tua perplessità mi fa dubitare. Dovresti sapere che gli uomini sono maestri nell’adagiarsi. Passa un anno, ne passa un altro, e puf, non li riconosci più. Così quello che una volta era il loro pregio più grande, quello che ti ha fatto cuocere e sdilinquire, d’un tratto degrada nella lista dei difetti peggiori. E i difetti proliferano, come la gramigna»

«Non credi di avere una visione un tantino pessimista della cosa?»

«Per niente, chicca. E poi, facci caso, gli uomini tentano di farci piacere i film che amano, di farci apprezzare per forza i programmi che guardano, sebbene noi ci giriamo puntuali dall’altro lato e li imploriamo di smettere. E la musica? Quante volte provano a farci ascoltare pezzi che noi non canteremo mai. Insomma è una continua invasione…una perenne violenza, ecco!»

«Uuuu e dai…Oh, dio, liberami da questa femminista»

«E poi se tu suggerisci loro un film o un libro-per la serie dai, amore, leggilo che mi ha emozionata tanto-quelli annuiscono e ti promettono che seguiranno certamente il tuo consiglio. Peccato, però, che a distanza di un mese non abbiano più idea di cosa avevi loro proposto…»

«No, basta. Non ho voglia di ascoltarti un minuto di più. E poi…non eri tu quella che non apprezzava i discorsi generalisti?»

«Sì, è vero. In genere non li tollero, ma certe faccende sono universali, quasi genetiche»

«Tu lo sai, vero, che non troverai mai uno disposto a sopportarti?»

«Tesoro, io non ne sarei tanto sicura. Proprio no…».

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