La signorina M. e la dolce evasione

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Chérie, sono in un posto fantastico. Solo io, il mare e qualche avventore. Ne sto approfittando per ritemprare i nervi.

Il messaggio dellasignorina M. mi ruba una risata. Decido di telefonarle.

«Ehilà»
«Tesoro, ciao. Hai ricevuto il mio messaggio?»
«Sì, sì, ti chiamo giusto per quello. Ma che storia è: disdegni i concerti e ti diverti nel deserto?»
«Deserto? Chérie, in verità sono a dieci passi dal mare…»
«Intendo deserto umano!»
«Ah ecco. Be’ direi che tra l’essere qui e l’aborrire certi concerti non esista alcuna incongruenza. E, in più, ti invito spassionatamente a raggiungermi»
«Lo escludo del tutto. Sai che noia!»
«Tesoro, tesoro. Come devo fare con te? Hai il problema della maggior parte degli esseri umani: la paura del silenzio e dei propri pensieri»
«Per essere saggia, sei saggia, amica mia»
«No, tesoro. Semplicemente me la godo. Ah, dolce evasione!»

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