La signorina M. e la follia del Natale

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“Tesoro, tesoro”. La signorina M. si sbraccia dall’altra parte della strada, intabarrata in uno sciarpone, con un cappello a cuffia sulla testa. Attraverso. Lei mi abbraccia quasi non mi vedesse da una vita. “Devo raccontarti un fatto” premette mentre mi sbatacchia. Le dico che ormai ho il terrore dei suoi racconti. Fa finta di offendersi, ma un attimo dopo mi invita a prendere un caffè. Ci sediamo in un bar sul corso, davanti a due tazze di nero bollente. Manca una settimana a Natale.

-Allora cosa avevi da dirmi con tanta energia? domando.

-Senti qua. Ero in profumeria e grufolavo tra i campioncini di Chanel e di Dior. Mi sono subito accorta che il negozio iniziava a riempirsi, così ho deciso di mettermi in fila. Davanti a me c’è una signora. Noto che la commessa ha l’aria stufa e che sul bancone giacciono tre pacchi, oltre a quello che la commessa sta infiocchettando. Immagino che la signora abbia deciso di regalare profumi a diversi amici. Faccio appena in tempo a figurarmi il proposito, che la tipa si fionda sugli scaffali espositivi  e ghermisce altre due confezioni. “Sa,  una volta che uno si trova, i regali li fa tutti” si giustifica. La commessa mi guarda complice. Credo che stesse immaginando di picchiarla. Era già il quinto pacchetto. Passano sei, sette minuti, io faccio per avvicinarmi al bancone (pensavo fosse ormai giunto il mio turno), ma la signora si ricorda improvvisamente di aver proprio bisogno di due deodoranti. La commessa acconsente esausta, e chiede alla cliente se per caso desiderasse altro. Io mi sforzo di non ridere. La signora tentenna. Ci riflette su, quindi  rassicura tutti che se per caso le venisse in mente qualcosa, non esiterà a tornare. La commessa annuisce. Io intanto mi accosto di nuovo al bancone. La signora si rifionda dov’era e prende ad interrogare la commessa sulle proprietà di questa o di quella crema. Ragiona ad alta voce sui possibili benefici, su potenziali regali e necessità familiari. Apro le braccia come a invocare pietà. La tizia se ne accorge e mi dà dell’impaziente. Poi si trascina via sprezzante, stringendo in mano le sette buste.

Questa, tesoro, è pura follia. La follia del Natale, non trovi?

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