La signorina M. e la questione di riconoscibilità

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Io e la signorina M. entriamo in un Irish pub.

«Ehi, ciao».

Saluto Susanna, la ragazza che deliziò me e la signorina M. con il racconto della sua vita alla festa di Guglielmo.

Lei mi fissa, seduta su uno sgabello davanti al bancone. Appare scostante nella lana della sciarpa turchese e del basco abbinato.

Corruga la fronte e riflette per cinque secondi: «Scusa, ma chi sei?»

La domanda mi fredda. Cerco di controllare l’imbarazzo: «Eravamo sedute allo stesso tavolo alla festa di Guglielmo, ricordi?»

La tipa rilassa i muscoli facciali (forse rammenta), ma conserva l’aria interrogativa.

«La festa di Guglielmo?» Emette tre m di conseguito, poi attacca: «Ah si, certo! E dov’è quella tua amica? quella…».

I suoi amici la chiamano e le  fanno segno di avvicinarsi a loro.

Intanto la signorina M. che stava prenotando il tavolo, attirata dalla mia voce, viene a curiosare.  Sembra non avere fatto caso a Susanna.

«Chérie, che succede? Altri dieci minuti e ci accomodiamo».

«Ti ricordi di Susanna?», e nel frattempo storno gli occhi dalla signorina M. a Susanna e viceversa.

La signorina M. si volta a destra e vede Susanna. Di ritorno dal flash, ghigna.

«Come no, tesoro. La promessa sposa dell’aspirante notaio amico di Guglielmo!»

Susanna si rabbuia.

«E tu sei quella con l’allure di una condannata a morte che alla festa se la rideva sotto i baffi?» risponde.

Io resto immobile, a margine di questo scambio di dolci battute.

La signorina M. insiste: «Tesoro, ora che Susanna ci ha fatto la grazia di ricordarsi cosi bene di noi, potremmo anche sciogliere le righe».

Arrossisco. Vorrei sprofondare.

Susanna è disgustata. «Non avevo idea di quali cafone Guglielmo avesse tra gli amici»

La signorina M. resta muta. Si abbottona il cappotto. Poi, prima di fare un passo, parla: «Io vado a fumare, chérie. Non intendo sprecare un minuto di più di questa serata. In quanto a te, cara Susanna, hai ragione. Siamo cafone nella misura in cui diciamo quel ci passa per la testa. Ma è pur vera una cosa: certi commensali sono come altrettanti parenti: un covo di serpenti».

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    One thought on “La signorina M. e la questione di riconoscibilità

    1. Info Molto utile. Spero di vedere presto altri post!

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