La signorina M. e l’invito alla calma

i post della signorina M.
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È sabato pomeriggio e driiin squilla il telefono.

«Pronto?».

«Ciao, chérie. Come te la passi?» chiede la signorina M. dall’altra parte del filo.

«Buon pomeriggio, cara. Be’ direi che potrebbe andare meglio. Sono alle prese con il cambio di stagione ed ho una gran fretta di finire perché dopo mi tocca anche ramazzare».

«Fretta per poi impugnare una scopa? Tesoro, ma che razza di urgenza è?».

«La fai facile tu che vivi da sola. Ho fretta di finire, di…».

«Fretta, fretta, fretta. Ti sei accorta che questa società ha solo fretta? Fretta di andare a lavoro, fretta di salire su un autobus, fretta di comunicare, fretta di dire, fretta di cambiare!».

«Hai chiamato per sciorinare riflessioni all’impronta sui disastri dell’universo?».

«No di certo. Ho telefonato per sapere come stai. E tu che fai? Mi dici che hai fretta di spazzare i pavimenti. Deduco che non stai proprio una favola».

«Come sei sentenziosa certe volte, te l’hanno mai detto?».

«Eccome! Tuttavia questo non influenza il mio pensiero. Dovremmo tutti riappropriarci della calma e esistere nell’attimo che viviamo. Basta proiettare sempre il corpo in un’altra circostanza. Che c’è di più soddisfacente che godersi la vita proprio mentre la stiamo vivendo? Me lo dici, eh?».

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