Le parole per dirlo

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Esistono madri affettuose, ma esistono anche madri sterili, che affogano nel paternalismo e nella morale. Tese come bacchette. Di quest’ultima categoria faceva parte anche la madre di Marie Cardinal, autrice di “Le parole per dirlo” (Bompiani). Il romanzo, consacrato bestseller a furor di popolo, è il racconto di una vita distrutta dalla depressione e risollevata da anni di psicoanalisi.

Marie Cardinal amava sua madre. Una madre bella, sempre disponibile verso i poveri, e credente, molto credente. La piccola l’ammirava, desiderava con tutta se stessa assomigliarle. Ma, a detta di sua madre, era una ragazzina imperfetta, troppo vivace e troppo fuori dagli schemi. Così, la sua autostima vacillava.

La Cardinal cresce insicura. 

Ben presto comincia a perdere sangue quasi in preda ad un ciclo mestruale perenne. Reietta, scarta se stessa dal mondo. Appare spesso debole, sfinita. Che cos’è che la riduce moribonda?

Per anni i medici la imbottiscono di medicine che se da un lato bloccano il sangue, dall’altro innescano uno stato di sonnolenza perenne, di stordimento. In questa condizione, Marie compie trent’anni  si sposa (e peggiora), e  mette al mondo dei figli.  Poi un giorno finisce in analisi. Tra le prime pagine su questa nuova fase, l’analista campeggia come una figurina misteriosa e imperturbabile. A volte aleggia nei sogni di lei quasi a sfidarla. È dura lasciarsi andare, è dura consegnare le chiavi ad uno che sta là inespressivo e non fa che ascoltarti. L’analisi, però, per quanto difficile, lunga e dolorosa, si rivela vincente. Anno dopo anno la Cardinal recupera i pezzetti. L’amore negato della madre si converte in odio. Un odio che riversa contro la genitrice e che per anni aveva ritorto contro se stessa.

A quarant’anni Marie è una donna nuova.

Le allucinazioni, gli incubi, i tormenti sono mulini a vento ormai neutralizzati. Nel pieno di questa battaglia salvifica, la nostra scrittrice scopre il potere della scrittura. Marie scrive bene, tanto che inizia a lavorare come copywriter per alcune aziende. Si accorge che mettere in ordine le parole come fossero mobili da sistemare, le piace, le infonde tranquillità. A furia di buttare giù pensieri, traccia il percorso più inaspettato di tutti, quello che la conduce alla fama. Nel labirinto della lingua la Cardinal si scopre una persona nuova. Una donna felice che ha nelle mani le parole per raccontarsi al mondo.

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