L’età del malessere: recensione

copertina l'età del malessere
PrintFriendly and PDF

Quando ho finito di leggere “L’età del malessere” (Einaudi), il romanzo di Dacia Maraini che nel 1963 ne decretò il talento, ho pensato che perdermelo sarebbe stato un peccato.

La Maraini ha fatto capolino nella mia adolescenza con “La lunga vita di Marianna Ucria” e mi ha riempito i pomeriggi, schiarendo spazi che vivevo timida ed attraversavo a tentoni. La liaison letteraria è andata avanti per anni fino alla rottura. Oggi, però, dopo più di dieci anni, i romanzi della scrittrice sono tornati a popolare le mie feste immaginifiche, senza un ordine preciso. In questo bisogno di letteratura, “L’età del malessere” mi ha fatto compagnia, e non solo per la veridicità dei personaggi, ma anche per le immagini che le pause e il non detto suggeriscono alla mente. Tra le pagine sono cristallizzati tutti i 27 anni della scrittrice. Difatti non ci  troverete la consapevolezza e la maturità delle sue donne. In primo piano c’è una ragazzetta vivace che riempie le righe con gesti ed espressioni cangianti.

Enrica (così si chiama) è una figlia premurosa, per certi versi reticente. Vive le sue prime esperienze amorose tra una famiglia che affonda e la scuola che l’annoia. Una tragicommedia tutta italiana che scopre le distanze tra le generazioni, mentre lo scarto degli anni illumina ciò che siamo stati. Di grandioso c’è che la Maraini possedeva già tutte le carte in regola per farsi interprete di vita, per raccontare storie e restituirle agli altri, un po’ come si quando si partoriscono i figli e li si instrada per il mondo.

Il controllo del ritmo, della narrazione che non si fa mai spiegazione, impreziosiscono il testo e lo esaltano. La Maraini deve aver lavorato con acribia alla ricerca della parola giusta, adatta a sostenere il turgore dell’impianto testuale, come alle prese con una costruzione. Non è un’abilità scontata, ed è interessate scoprire che quest’artista ce l’avesse nelle vene già allora.

ritratto Dacia Maraini

Be Sociable, Share!

    Related posts

    Leave a Comment