Libri da amare – All’impazzata di F. Sagan

sagan
PrintFriendly and PDF

Ci sono giorni che annego tra i pensieri, nelle cose del quotidiano. E se penso alla vita è automatico che rievochi pure le pagine che più mi hanno appassionato, coinvolto, almeno negli ultimi anni. Sono quasi sempre storie d’amore, storie di scelte, rinunce. Storie umane. Non pensate male: per me, che sono cresciuta leggendo e scrivendo, riflettermi nelle parole amate è automatico. E poi: certi personaggi sono tanto verosimili, tanto vicini da non poterli lasciare, anche con il passare del tempo. È il caso di Lucile, ad esempio. Lucile è la protagonista de “All’impazzata” (Astoria edizioni) uno dei più dei romanzi di Françoise Sagan, la scrittrice francese considerata l’erede di Colette per turbolenza e sregolatezza (amori, alcol, auto da corsa). Sagan, che aveva ottenuto la fama da adolescente negli anni Cinquanta con “Bonjour Tristesse”, propone un testo poetico e sarcastico insieme. Sulla graticola narrativa ci sono domande comuni, infinite: l’innamoramento si può definire amore? l’amore vale un’esistenza di rinunce? Lucile ha la forza (declinate come vi aggrada: distacco, indifferenza, egoismo) di rinunciare ad Antoine, il ragazzo di cui è innamorata, in cambio di agiatezze, letture e scorrazzate. Lucile è una sognatrice scansafatiche. Una viveuse spiritosa, convinta che chiudersi in un ufficio sia un’offesa al sole nascente. Meglio la primavera, meglio guidare la decappottabile lungo la Senna, nel vento. Sta con Charles, un cinquantenne benestante, che la ama e la vizia. Lui la guarda vivere e averla accanto è quel che gli dà gioia. Lucile, chiaramente, non lo ama. Ad una cena di gala conosce Antoine – trent’anni, squattrinato, spiritoso, bello. Si amano al primo sguardo complice. Da passione clandestina, la loro diventa una vera e propria relazione. Finché Antoine pretende di più: vuole che Lucile si stacchi da Charles, vuole che lavori, che si metta in gioco. Lucile non ci riesce e questo avrà effetti decisivi su di lei ed Antoine. Il racconto della complicità tra i due fa scuola, così come l’evolversi dei fatti che li riguarda. Niente fronzoli, solo una penna guizzante, contro corrente. Mi emozionavo quando leggevo. Certo, mi è capitato anche con altri romanzi, e ne scriverò, eppure Lucile è la protagonista che sceglierei di essere per una sera. In lei doveva esserci tanto anche di Sagan: l’esuberanza, l’intendere i momenti come assoluti. Soffrire le pene della solitudine pur di non tradire se stessi: è un messaggio inequivocabile, scomodo, preoccupante. L’amore è una scelta. L’amore ha un prezzo e non tutti sono disposti a pagarlo. Lucile non paga e lascia andare il ragazzo che la teneva sveglia le notti. Restano un romanzo sublime e un bel po’ di amaro in bocca.

Be Sociable, Share!

    Related posts

    Leave a Comment