L’importanza di chiamarsi mentore

un mentore legge un foglio al suo discepolo
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Il mentore
è il consigliere per antonomasia. È una guida, un precettore. Egli non solo conosce bene un mestiere, ma è anche una persona disponibile, a suo modo, grande. Ognuno di noi dovrebbe avere un mentore nella vita, o perché no, anche due.  Specie sui posti di lavoro, e specie se il lavoro in questione è creativo.

In questo post  mi limiterò a parlare per giornalisti, redattori e web writer freelance, che lontani dalle redazioni, trovano maggiori difficoltà nell’affidarsi alla guida di un collega in gamba. Lo spunto giunge, ancora una volta, da un pezzo pubblicato su ….

Poynter “5 tips for finding mentors in journalism, even if you don’t work in a newsroom”. Un post mirato, ma da estendere in tranquillità ad ogni professione libera.

Da dove nasce l’esigenza?

Se sei un freelance è probabile che tu abbia desiderato stringere legami, confrontarti con i tuoi pari o con professionisti più bravi di te. Sappi che è una sensazione umana e costruttiva. Solo attraverso il confronto si cresce. Isolarsi e credere di potercela fare da soli è una fandonia. Anzi, spero proprio che tu l’abbia cercato il contatto con gli altri. In caso contrario, potresti cominciare a guardarti intorno. Esistono associazioni nazionali, gruppi di cui potresti entrare a far parte? Io scommetto di sì.  Iscriverti, seguire i seminari è già un passo. Magari riesci a trovare il modo per venire fuori, farti notare. Che ne puoi sapere. Se, poi, hai la fortuna di entrare in associazioni o gruppi locali, ancora meglio. Spesso le persone che ci impressionano e con cui scegliamo di confrontarci sono quelle che possiamo guardare negli occhi.

Non aver paura di scrivere un’e-mail alle persone che ammiri

Intanto che individui persone, corsi, o poli di scambio, puoi usare Internet. Oggi giornalisti, redattori, editori (e compagnia cantante) sono raggiungibili molto più facilmente. Molti di loro sono disponibili al confronto, allo scambio di impressioni  e di idee. Forse qualcuno, se hai stoffa, potrebbe persino invitarti in redazione, o a prendere un caffè. Lo dico perché a me è capitato, quindi non me lo sto inventando.

Certo, non è detto che il professionista che segui con interesse ti risponda. Magari riprova dopo un paio di mesi, e se ti ignora, riprova ancora. Non ti sto iniziando allo stalking, ma a persistere sui tuoi obiettivi. Sempre con educazione e cortesia, s’intende. A volte le occasioni di lavoro e di collaborazioni proficue nascono proprio così.

Tira fuori i denti

Mettiamo il caso che ti piace un contesto. Apprezzi chi ci lavora e quello che fanno e desideri una collaborazione. Bene, prova a proporti. Tentare non nuoce, a patto che riesci a far capire a chi hai di fronte quello che puoi offrire. In generale tendiamo a perdere di vista che il lavoro è uno scambio, un rapporto sinallagmatico. E questo vale anche se sei un freelance. In ogni caso la ricerca è l’atteggiamento giusto.  Potenzialmente un freelance ha persino il doppio delle possibilità di trovare un mentore, e magari un’opportunità bella di collaborazione.

Che ne pensi? tu ce l’hai un mentore?

 

 

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