Nessuna più: gli scrittori con le donne

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Porgere una parola come si porge un fiore. L’hanno fatto 40 scrittori che, in occasione del 25esimo anniversario di Telefono Rosa, hanno lavorato all’antologia Nessuna più (Elliot editore) per risvegliare l’attenzione sul dramma della violenza sulle donne. L’idea è di Marilù Oliva, scrittrice, che, sebbene presa dalla stesura di uno racconti della raccolta, ne ha tenuto anche le fila in veste di curatrice.

ragazza-maltrattataOgni scrittore è andato oltre lo scandalo urlato alla Tv, al  mal di stomaco che sale puntuale non appena il giornalista di turno annuncia che è un’altra donna è morta, o ha rischiato di morire, per mano di un uomo. No, i 40 volontari (hanno di fatto regalato il racconto ed accettato di devolvere i ricavi a Telefono Rosa) non sono partiti dal clamore e sono scesi più a fondo, reinventando ciascuna storia pur senza trascurare il processo di immedesimazione. L’escalation di violenze (oggi a Napoli è morta un’altra donna bruciata viva dal marito) ha richiesto un gesto, e sostenere Telefono Rosa ne è certo uno concreto. C’è, poi, tutto il processo di indignazione o anche solo di riflessione che questi racconti possono innescare.

Marilù Olivaoltre a scrivere, questa volta ti sei cimentata nel ruolo di regista del libro. Due ruoli forse confliggenti, che si rubano un po’ il tempo. Come l’hai vissuta?

L’ho vissuta bene, anche perché l’unica grande difficoltà è stata la stesura del racconto e non per la sua struttura. Mi son documentata a proposito di casi simili, mi sono poi concentrata su quello di Elisa Claps e ho scelto come punto di vista quello della chiesa in cui è stato trovato il suo cadavere. Questo percorso è stato comunque doloroso.

 

L’antologia coinvolge scrittori e scrittrici. Qualcuno ti ha raccontato dell’esperienza che ha vissuto nel raccontare la sua storia, nel cucirsela addosso?

Sì, mi sono confrontata con tutti loro e le emozioni provate sono le stesse. Non per sostenere la mia antologia, ma ad onore del vero: si tratta di autori estremamente bravi e, oltre a ciò, dotati di una delicatezza e di un’attenzione verso l’altro che sarebbero imprescindibili in un lavoro come questo.Questi momenti oltre a creare relazioni tra gli scrittori, collocano la cultura su un piano sociale, anche politico se vogliamo. Non credi?

Sociale senza dubbio, politico non necessariamente. Non che mi voglia discostare dalle scelte politiche, mi sono sempre esposta senza problemi e penso che il mio lavoro non avrebbe senso, per me, se scisso dai miei tempi e dalle problematiche attuali. Però stavolta l’urgenza è più sociale.
Tra gli scrittori, c’è Cristina Zagaria, giornalista per La Repubblica e scrittrice

 

Due anni fa per Non è un paese per donne eri con le Mamme vulcaniche di Terzigno. Per Nessuna più dove ti ha condotto la scrittura?

 Ho fatto un salto indietro nel tempo. Sono tornata in Puglia, a Manfredonia, dove nel 2004, per Repubblica ho seguito il caso di Giusy Potenza, una ragazzina trovata morta alla periferia del paese, in un campo tra il mare e l’ex stabilimento Enichem. Come inviata rimasi oltre un mese a Manfredonia, imparando a conoscere il paese, i suoi silenzi, i suoi peccati, diventando amica della famiglia di Giusy, della mamma, la fragile Grazia, del padre, Carlo, orgoglioso e silenzioso, e del nonno, Matteo, fiero e forte. Nel 2004 ancora non si parlava di femminicidi, ma il caso di Giusy è una storia complessa, che porta in sé le ferite della violenza sulle donne, dei sogni rubati a un’adolescente, della vita in un piccolo paese del Sud Italia. Una storia che in tutti questi anni ho continuato a “portarmi dentro”.

 Stai sperimentando spesso esercizi di scrittura corale, e sempre per raccontare un disagio, una battaglia. Te ne sei accorta?

Le antologie nascono da un bisogno condiviso. Il confronto con altri scrittori mi stimola sempre e ho la fortuna di conoscere autori che scrivono non solo per vendere un libro, ma per dire qualcosa… alcuni sono in vetta alle classifiche, altri no, ma appunto quando ci si trova insieme per raccontare un pezzo (bello o brutto) del nostro presente io ci sono. E poi, al giorno d’oggi, c’è così poco tempo per leggere che un racconto, breve e veloce, diventa il miglior strumento per comunicare. E se il progetto è comune e i racconti si inanellano l’uno nell’altro  la forza di impatto si somma e il messaggio si moltiplica in infinite sfumature.

 Per saperne di più

Dal blog di Marilù Oliva:
Il fatto di cronaca realmente accaduto è stato solo lo spunto di partenza per riportare tragedie che si volevano ricostruire affinché la storia del singolo non si chiudesse in sé, ma assurgesse a simbolo di un martirio universale, che purtroppo continua a ripetersi. Così gli scrittori hanno restituito i femminicidi, con la libertà reinterpretativa propria dell’arte.  Sono stati coinvolti fin nel profondo da questa esperienza perché, oltre allo sgomento dell’evento nudo e crudo, si sono misurati con il momento dell’immedesimazione e del vissuto: in entrambi i casi, l’impatto si è rivelato di una violenza indicibile. Niente in confronto alla violenza subìta dalle vittime e perpetrata quotidianamente ai loro genitori, figli, fratelli, parenti e amici. Anche a loro, in qualche modo, è dedicata questa antologia: oltre al dramma, si cerca una speranza verso un futuro più umano.

Questi i nomi dei 40 scrittori che hanno partecipato:

 Vittoria A., Alessandro Berselli, Francesca Bertuzzi, Sara Bilotti, Mariangela Camocardi, Stefano Caso, Gaja Cenciarelli, Milvia Comastri, Laura Costantini, Andrea Cotti, Maurizio de Giovanni, Romano De Marco, Loredana Falcone, Caterina Falconi, Ida Ferrari, Alessia Gazzola, Francesca Genti, Lorenza Ghinelli, Laura Liberale, Elisabetta Liguori, Fabrizio Lorusso, Loriano Macchiavelli, Lara Manni, Marco Marsullo, Marina Marazza, Massimo Maugeri, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Andrea Novelli, Marilù Oliva, Cristina Orlandi, Flavia Piccinni, Marco Proietti Mancini, Piergiorgio Pulixi, Paola Rambaldi, Susanna Raule, Matteo Strukul, Marco Vichi, Cristina Zagaria, Giampaolo Zarini.

Il libro uscirà l’ 8 marzo 2013

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