Noi che ci volevamo così bene #reprise

ragazzo-con-cappello
PrintFriendly and PDF

Camminavo. Ero appena scesa dall’ufficio, c’era il sole, in cielo e sulla mia faccia, di nuovo, dopo ore. Non pensavo a niente perché pensavo a tutto, a troppe cose insieme: le bozze da consegnare, la cena da mettere in tavola, quel viaggio che vorrei fare. Poi l’ho intravisto, tra la folla, camminava di spalle, davanti a me. Non mi ha notata, non avrebbe potuto. Non l’ho fermato.

Era Lou, il figlio del regista, Lou il raccomandato, Lou che credeva avessi un debole per lui, Lou che stava con Ludovica. La mia giovinezza che incedeva e se ne andava per la sua strada, chissà dove poi. Mi respingeva e mi voleva bene, Lou. Mi consigliava i film, le canzoni e pure i libri. Io facevo uguale. Per noi vedere, toccare, leggere erano un modo di stare al mondo. Ci piaceva farci distrarre da una storia, una qualsiasi storia che non fosse la nostra, individuale, scialba, comunissima. Non ci aspettavamo faville dal futuro, e di rado ci fantasticavamo sopra.  Alimentavamo un’amicizia di lettere e sguardi. Sfuggente lui, pressante io.

 

 

Be Sociable, Share!

    Related posts

    Leave a Comment