Parole in fumo

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Vorrei scrivere ma non trovo le parole. Quando accade avverto forte un senso di frustrazione. Non che oggi non abbia scritto eh: da addetta alla comunicazione mastico e tiro fuori un mucchio di testi ogni santo dì. Tuttavia quello che cerco da sere è l’accordo per un motivo nuovo, la spinta per sprofondare nelle mie storie. Mi chiedo perché questo blocco. Poi mi rassicuro che scervellarsi non serve e che potrei riprendere L’ultima estate in città o Notte e giorno da dove li avevo lasciati. La rassicurazione, però, si affievolisce. Così ritorno alle mie frasi scompagnate:

Sul far della notte sei andato via. Mi hai schioccato un bacio sulla guancia ed hai attraversato la porta, lasciandoti alle spalle i cioccolatini sul tavolino in salotto, il mio bicchiere semipieno di vino e i piatti sporchi impilati per la lavastoviglie in cucina. Sono questi i pensieri che mi hanno travolto quando ho infilato una per una le braccia nel maglione. È stato come andare sotto, travolta da un’onda. Allora ho afferrato la bottiglietta di Paco Rabanne e ci ho spruzzato sopra tre gocce, tanto per affogare l’odore della nostalgia.

Rievoco questi passaggi come un mantra e mi sento Alice al cospetto del Brucaliffo.

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