Resistenze

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Battersi per affermare la libertà del singolo, i suoi diritti sindacali. Battersi per la parità delle donne intesa come capacità di decidere e di disporre di sé, alla stregua di un uomo. Di questi e di altri principi sono stati sostenitori implacabili Antonio Guerritore, Ernesto Danio ed Emilia Buonacosa, attivisti che a cavallo tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento hanno fomentato prima i moti di indipendenza e poi la resistenza nell’Agro Nocerino Sarnese.  Se queste storie rivivono è merito di Nunzia Gargano, giornalista e ricercatrice di storia universitaria, che nel suo “Resistenze” (Edizioni dell’Ippogrifo) rammenta giorni quanto mai vicini. Attraverso lacerti di lettere, di diari e di epistolari, Nunzia ridà vita a uomini  e donne ignorati dai più, e che, tuttavia, hanno contribuito all’edificazione della società civile. Passaggio dopo passaggio, il linguaggio-semplice- si fa anche indagatore, e schiarisce usi e costumi del tempo. Questo – come gli altri della Gargano (tra gli ultimi “Le ricette dell’Agro Nocerino Sarnese) – non è un testo riservato solo agli addetti ai lavori, ma anche ai curiosi, agli appassionati di storia che non si accontentano delle avventure mainstream. L’autrice svela una terra palpitante di umori, di principi, che freme sotto la mano di chi ha voluto tapparle la bocca. Dalla vita privata a quella pubblica, il lettore ritroverà il vigore del sentirsi uomo del mondo e delle città. Una condizione che non è un punto d’arrivo, né un fatto scontato. È un diritto da conquistare e da proteggere. E i protagonisti di queste avventure, sofferte e encomiabili, lo sapevano, tanto che per l’idea hanno sacrificato la loro tranquillità.

Questa recensione è apparsa sulla pagina culturale de Il Corriere Nazionale

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