Scrittrici americane: Maeve Brennan dipingeva scrivendo

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Al New Yorker dicevano che era prolissa, ma colpiva al cuore e aveva i suoi lettori affezionati. Dicevano anche che era bella, simpatica senza volerlo, elegante con quegli occhiali larghi e neri e i capelli raccolti. Parliamo di Maeve Brennan, giornalista e scrittrice di origine irlandese che visse fin dall’adolescenza in America. Fan di Colette e di Yeats, ha scritto articoli di moda e di letteratura, una serie di racconti e un romanzo, pubblicato postumo.

IL PRINCIPIO DELL’AMORE

In Italia, la Rizzoli, tra le altre opere, propone “Il principio dell’amore” che raccoglie racconti apparsi sul New Yorker tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Le coppie protagoniste degli scritti sono imbolsite e interessate soprattutto alle apparenze. Anche se il loro microuniverso scricchiola (le donne rischiano una crisi di nervi e gli uomini vivono soli e incompresi), fanno finta di niente. Sullo sfondo l’Irlanda cattolica e perbenista di cui ha scritto anche Edna O’Brien. Dentro e fuori le stanze da letto, i salotti, i cortili sfilano personaggi sconfortanti e per certi versi ignari. Leggerete descrizioni scrupolose: gli ambienti parlano, raccontano delle persone. La Brennan dipinge scrivendo, con pazienza, con uno sguardo lucido, amaro forse, non esplicitamente beffardo. La scrittura è verbosa, bucolica, illustrativa. Niente a che vedere con il minimalismo, per farvi capire.

LA VITA DI MAEVE BRENNAN

Maeve Brennan si trasferisce in America perché suo padre diviene rappresentante della repubblica d’Irlanda a Washington. Dapprima inizia a lavorare per Harper’s Bazar occupandosi di moda, poi William Shawn, editor del New Yorker, la assume. Scrive di moda femminile e di libri. Indimenticabili i suoi sketch sulla vita a New York, in Italia ripresi in “Racconti di New York” (Rizzoli). Il suo ufficio era al ventesimo piano, al numero 25 di West Forty-third Street. In tanti la ammirano: veste spesso di nero, compra oggetti stravaganti, ama gli alberghi e non resta ad abitare a lungo in un posto. Nel 1954 sposa St. Clair Mc Kelway, brillante reporter del New Yorker. Mc Kelway è al quarto matrimonio,  ha un sacco di problemi con l’alcol e soffre di depressione. La loro storia dura appena qualche anno. Dopo il matrimonio Maeve conosce la fama più grande, ma ben presto si ammala. Diventa paranoica, prende a bere e perde la casa. Vivrà nei bagni delle signore del New Yorker, fino ad essere dimenticata. Muore nel 1993 a 76 anni. Nel 2000 viene pubblicato postumo (anche in Italia per i tipi di Rizzoli) il suo unico romanzo “La visitatrice”.

 

 

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