Scrivere freelance: qualche dritta d’oltreocenao

scrivere testi al pc
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Disciplina, libertà e rischio. È il mantra di Constance Hale, giornalista, editor, insegnante ed esperta di scrittura.  All’attivo anche tre libri (Wired Style, Sin and Syntax, and Vex, Hex, Smash, Smooch), risultato immediato del suo corpo a corpo col testo.

Sul suo blog “Sin and Syntax” condivide col mondo consigli di stile, approcci alla narrazione e ventagli di soluzioni, ovviamente in inglese.

Ma che significano disciplina, libertà e rischio rispetto al lavoro sul testo?

Prima di tutto la Hale è una freelance, quindi significano non solo metterci la faccia ma pure la giornata. Poi, rivelano una dimensione personale gradevole, costruita a fatica, con un ventaglio di sfumature e una massiccia dose di sacrifici. “Senza disciplina nel mio lavoro, libertà e rischio sono gusci vuoti. Disciplina, per una che vive scrivendo, vuole dire alzarsi presto e stare almeno cinque ore in uno studio. Significa lavorare incessantemente ognuna di quelle ore, e non importa quanto io stia lì a fissare la pagina bianca e quanta ansia mi prenda. Significa concentrarsi, staccare il telefono e scoraggiare gli amici dal telefonarmi quando lavoro” scrive la Hale.

Incuriosita,  ho contattato questa infaticabile lavoratrice della scrittura e le ho fatto qualche domanda

Lei è un’esperta di scrittura. Ha pubblicato tre libri puntando l’accento su consigli e dritte. Come ha costruito la sua professionalità?

Ho iniziato a scrivere 30 anni fa. Non ho mai smesso. Scrivere di continuo è l’unica via per migliorare. Al di là di questo, prima di diventare una freelance, ho conseguito un master in giornalismo ed ho collaborato con diversi giornali e magazines. Ho cercato di imparare dai bravi professionisti che ho incontrato.

In che consiste il suo lavoro quotidiano?

Beh, cambia ogni giorno, dipende da quello che sto scrivendo. La certezza è che mi alzo presto, leggo un po’ per ispirarmi, poi vado nel mio studio e inizio a lavorare. Lavoro almeno per sei ore, spesso anche di più. Sono molto disciplinata e cerco con tutta me stessa di non procrastinare.

Scrive spesso che essere freelance soddisfa la tua personalità. Perché?

Le organizzazioni mi stanno strette. Non mi piacciono i capi e coordinare altre persone mi stanca. Così preferisco lavorare come libera professionista.  Collaboro con altri 60 scrittori, quindi non mi sento mai sola, e col vantaggio di essere libera. Inoltre la routine mi annoia, e il freelancing è la giusta soluzione.

Quanto guadagna al giorno come scrittrice freelance?

Non abbastanza. Dipende se ho da scrivere articoli o libri. Ma se vuoi scrivere certe cose (e non solo quello per cui ti pagano), devi mettere in conto che non guadagnerai molto. Io arrotondo con l’insegnamento e l’editing.

Un consiglio per diventare un buon redattore freelance?

Sconsiglio questo passo a chi cerca una sicurezza economica.  Per questo tipo di vita occorre uno spirito intraprendente. Chiarito questo, bisogna prima ottenere un lavoro, o una collaborazione, in modo tale da fare esperienza e allargare la cerchia di mentori e possibili contatti.  A chi mi domanda consigli dico sempre: «Lavora per costruire il tuo brand e la tua identità. Trova il tuo pubblico o aiutalo a trovarti. Blog e siti potrebbero esserti molto utili. Una volta individuata la tua cerchia di estimatori, è possibile che pian piano questo ti permetta di vendere il tuo lavoro».

 

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