Scrivere per pubblicare – Risposta ad 1 email

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Scarico la posta e trovo 1 email. Non svelerò il nome di questo signore, dice che è un giornalista e mi pone una domanda.  Scrive: secondo lei uno scrittore ha il dovere di resistere fino all’ultimo respiro per completare e concludere il suo processo letterario? O questo processo si realizzerebbe comunque ma senza più fatica.

Ammetto di avere qualche dubbio sul senso di queste parole. Credo che vogliano dire più o meno questo: vale la pena sfiacchiarsi per pubblicare la propria opera o se è destino accadrà comunque?

Caro signore, io non ne ho la più pallida idea. Se vuole scrivere, scriva. I processi per la pubblicazione sono complicati, ma talvolta meritori. Ci vuole bravura, ma pure fortuna. Viva sereno, se deve essere, sarà. Se no, amen. La considerazione che ho della scrittura è un tantino bohémien e fuori moda. Ha a che fare con l’urgenza, la fatica, il disprezzo, l’impazienza e l’umiltà. Vede, ci sono quelli che diventano scrittori e quelli che nascono scrittori senza mai arrivare al grande pubblico, esiste la narrativa ed esiste la letteratura, esiste l’intrattenimento e lo stravolgimento. Esistono gli inarrivabili e gli abbordabili. Lei dove si colloca?

Siamo sommersi di parole e non è detto che lo sbocco debba essere sempre un libro. Ma questa è una considerazione mia: ritrovo cose appassionanti (per stile, contenuti, arguzia o quel che sia) anche on line o sui giornali. E poi si stampano troppi libri, dovremmo darci una regolata.

In soldoni: non so se le sue opere sono belle. Se non lo sono (ci rifletta) desista. Se invece lo sono le faccia leggere alla gente e a qualche editore, purché non a pagamento.

Buon anno.

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    2 thoughts on “Scrivere per pubblicare – Risposta ad 1 email

    1. Avere una considerazione della scrittura “bohémien” è, appunto,… bohémien. Resta lì, tra le pieghe dolorose del tuo Io macerante di scrittore. Come un diario. A chi serve? Ovviamente solo a te stesso.
      Se invece quel che scrivi ha la vocazione e la natura di qualcosa che possa travalicare i confini del tuo, seppur elevato, Io, non ci stanno santi: ci devi provare, devi uscire fuori. Devi provare a pubblicare. Sì, d’accordissimo, mai a pagamento. Ma ci devi provare.
      Oggi poi ci sono tanti mezzi per mettere il naso fuori dal tuo recinto prima di farti sbattere la porta in faccia dagli editori. L’autopubblicazione sta riservando molte sorprese, per esempio. Certo, anche molte “sgradite” sorprese, ma in fin dei conti se uno non vale c’è sempre la speranza di una selezione naturale.
      Saluti,
      M

      1. Marina Bisogno

        Grazie per il commento e buona scrittura. Io proverò solo quando lo sentirò davvero, solo se sarà necessario

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