Scrivere, perché?

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Il mestiere di scrivere spompa. Ti svuota. Tutto il giorno a riciclare parole, per poi tirarle fuori all’occorrenza,  fumose. Eccole là, materia plastica da modellare, adattare, rifinire. Scrivere non è tutta la mia vita, ma solo un modo di attraversarla.  Assomiglia a un bisogno, come bere e mangiare. Scrivo per inquadrare quello che vedo, per interpretare quello che mi accade. Quando mi annoio, quando mi pare di stare agli antipodi di questa società impazzita, tiro fuori il blocco e la penna e prendo a buttare giù pensieri, frasi, appunti. Al di là del lavoro, di informare, di offrire di un servizio, spesso scrivo per me stessa. Un gesto istintivo, irrinunciabile, capace di svuotarmi, fino a rivoltarmi l’umore come un calzino. Se non scrivessi parlerei da sola per strada, lo farei peggio e avrei le idee confuse. Se non scrivessi sarei scompagnata, meno consapevole e attenta.

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