Se d’improvviso mi svegliassi Lucile

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Mettiamo che per un caso assurdo questa stanza diventasse quella di Lucile e che fuori, in un cortile della Parigi bene, una cabriolet mi attendesse a fari spenti per essere spinta oltre la rive gauche. Be’, se succedesse, ne sarei ben felice. Piomberei di colpo nella vita immaginifica di uno dei miei personaggi letterari preferiti, di cui ho avvertito persino la nostalgia. Nata dalla penna della scrittrice francese Françoise Sagan, Lucile è l’incarnazione della smania di vivere.

Ha trent’anni ed è la protetta di Charles Blassans, un cinquantenne ricco, pacato, che ama Lucile per la sua fregola di andare, di viaggiare, di sfrecciare libera, di perdersi in un libro. In sostanza questa ragazza è una mantenuta, una perdigiorno in cerca della primavera  sempre incipiente, di un dettaglio spassoso in mezzo ad un nugolo di uomini  e di donne barbosi. Charles la vizia: le lascia fare qualsiasi cosa voglia, e si cura di lei, quasi trattasse con un cucciolo. Ma poi, durante un party, Lucile conosce Antoine, suo coetaneo. È divertente Antoine e da biondino squattrinato si fa mantenere da Diane, una quarantenne facoltosa che si gongola di averlo in pugno, all’amo come un tonno.

Tra Lucile e Antoine esplode una storia d’amore intensa: sono così simili e diversi loro due.  Entrambi giovani, entrambi ironici, entrambi mantenuti.  Lucile si preoccupa di non far soffrire Charles di gelosia, ma i tentativi falliscono. Antoine non è un capriccio, ma un complemento, un incastro perfetto che solleva stati d’animo difficili da mimetizzare in pubblico.

Charles, da sempre consenziente alle scappatelle senza risvolti della giovane, pazienta e la lascia fare: sa, in cuor suo, che presto o tardi Antoine, innamorato, pretenderà da Lucile una vita insieme. Esigerà di condividere un appartamento, di vederla lavorare e non cincischiare tutto il giorno a leggere libri. Le previsioni di Charles si esaudiscono. Lucile sprofonda di fronte alle pretese di Antoine. Lei non ha nessuna voglia di lavorare, di sprecare la vita in cose che non le interessano. Ripensa a Charles: lui non le avrebbe mai chiesto di tenersi occupata, né avrebbe preteso alcunché. Allora Lucile rinuncia all’amore per non rinunciare a se stessa. A denti stretti spiega ad Antoine di non riuscire ad essere migliore, di non essere in grado di ricusare la bellezza di quei giorni persi nel vento.  Lucile non accetta di soffrire per un altro essere umano e mastica la sua disfatta di ragazza incapace di staccare il piede dall’acceleratore. Così Il film di risvegliarmi lei è il desiderio di non accettare compromessi senza avvertire il retrogusto amaro dell’egoismo.

All’impazzata, Françoise Sagan, Astoria edizioni

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