Stoner di John Williams: il capolavoro che non mi aspettavo

cover-stoner
PrintFriendly and PDF

Dicevano che Stoner di John Williams è un capolavoro. Io ero scettica, eppure mi sono lasciata tentare e ho comprato il romanzo. Confermo: è un capolavoro.  Non uso quasi mai questa parola. Di recente l’ho attaccata a “La tregua” di Mario Benedetti o a “La tigre di carta” di Olivier Rolin. Prima ci sono stati “Il commesso” di Bernard Malamud e “Mandami tanta vita” di Paolo Di Paolo. Per me capolavoro è il libro che ti parla, che ti inchioda e ti chiama. Che offre gesti e parole universali ai lettori. Stoner fa tutto questo.  L’autore ci racconta la vita di un ragazzo prima e di un uomo poi. Lui si chiama William Stoner ed è originario del Missouri. I suoi sono braccianti e non conoscono che la fatica della terra. Credono che sia bene per William studiare Agraria, all’Università. Durante un corso di Lettere e Filosofia Stoner resta impressionato dal sonetto n.73 di Shakespeare e dirotta i suoi studi verso la letteratura. In questi anni Stoner stringe amicizie storiche. Ma sono anche gli anni della guerra e William Stoner comprende di aborrire la violenza. Non parte per il fronte, a differenza di uno dei suoi migliori amici.

Stoner fa carriera e finisce ad insegnare letteratura inglese. Un insegnante indefesso, dicono. Uno appassionato, che non fa che legger e scrivere. Si innamora anche. Conosce Edith – ragazza della società bene – che diventa sua moglie. La ritrosia e le resistenze di Edith – che non ha alcuna confidenza con il suo corpo –  sono solo una delle sorprese di un matrimonio che si rivela un disastro. Edith è isterica, soggetta a forti sbalzi di umore e distrugge a parole suo marito e – con il tempo – la loro unica figlia, Grace. Bacchetta tutti, Edith.

Intanto Stoner si fa apprezzare dai suoi studenti, finché non accade un fatto: boccia un protetto dai baroni dell’Università. Questo cambierà la sua esistenza di uomo che non sa essere altro che un insegnante di lettere.  Nonostante il dolore per le continue mortificazioni, Stoner resta fedele ai suoi ideali, alla sua professionalità. Tiene duro, stringe i denti, ma soffre. Ah, se soffre. Ed Edith non lo aiuta. Finché succede un’altra cosa: Stoner si innamora. Piomba nella sua vita Katherine Driscoll, una studentessa appassionata di letteratura. Tra i due s’accende la passione. Ma la passione lascia spazio ai pettegolezzi e alle cattiverie dei nemici dichiarati di William Stoner. L’epilogo è drammatico e condizionerà gli eventi a venire che sanno ancora di guerra, di abbandono, di solitudine. Alla fine quando il sipario calerà su quest’uomo, vi chiederete due cose: se è stato felice e quanto di voi c’è in lui.

Vi prego, leggete questo romanzo. Ci sono dentro i sentimenti che muovono i giorni e animano gli esseri umani. William Stoner lo vedrete: camminerà davanti a voi, vi fisserà di sguincio, da sotto gli occhiali. E sentirete strillare Edith, che meriterebbe più parole per quanto è chiaro e al contempo inaccessibile il suo personaggio.

Stoner vi sarà amico, se solo gli vorrete bene.

Un po’ di storia

John Williams, scrittore americano, pubblica Stoner per la prima volta nel 1965. Il calore del pubblico è tiepido e il libro passa sotto silenzio. La New York Review of Books Classics lo ripubblica nel 2006 e diventa un bestseller. In Italia lo pubblica Fazi nel 2012, traduzione di Stefano Tummolini.

Be Sociable, Share!

    Related posts

    One thought on “Stoner di John Williams: il capolavoro che non mi aspettavo

    1. […] Stoner lo vedrete: camminerà davanti a voi, vi fisserà di sguincio, da sotto gli occhiali. Questo è il post che ho scritto e dicevo questo “Vi prego, leggete questo romanzo”. A distanza di mesi non ho cambiato […]

    Leave a Comment