E lo chiamano Carnevale

E lo chiamano Carnevale

Ripensi spesso a Clara, alle pozzanghere nere dei suoi occhi tellurici. Di donne e uomini come lei ce ne sono tanti. Sono come i gatti: si trascinano da soli sotto i portoni e non fanno affidamento su nessuno. Mentre incedi tra le vie della città di ghiaccio, ti imbatti in una signora che le somiglia. Ecco, ci risiamo pensi.  La donnina sta appollaiata al bordo della strada, intabarrata dietro strati e strati di stoffe lise e colorate. Sulla testa, l’arco di un portone antico, che a stento la ripara dalle…