Dacia Maraini: “Amo le parole e mi ci immergo”

Dacia Maraini: “Amo le parole e mi ci immergo”

È tra le autrici italiane più tradotte all’estero e nel 2012 la Fondazione Campiello l’ha insignita del Premio alla carriera per il suo contributo alla cultura italiana. Eppure, tutto questo non basta a spiegare per intero la sua levatura. A fare di Dacia Maraini la signora della letteratura è la propensione al viaggio, all’incontro con gli altri (giovani e studenti in primis, tanto che l’Università di Perugia le ha conferito la laurea in Scienze della formazione). Una specie di missione socio-culturale la sua, contigua all’atto di scrivere, necessario e vitale. La divulgazione letteraria è stata per lei…

L’età del malessere: recensione

L’età del malessere: recensione

Quando ho finito di leggere “L’età del malessere” (Einaudi), il romanzo di Dacia Maraini che nel 1963 ne decretò il talento, ho pensato che perdermelo sarebbe stato un peccato. La Maraini ha fatto capolino nella mia adolescenza con “La lunga vita di Marianna Ucria” e mi ha riempito i pomeriggi, schiarendo spazi che vivevo timida ed attraversavo a tentoni. La liaison letteraria è andata avanti per anni fino alla rottura. Oggi, però, dopo più di dieci anni, i romanzi della scrittrice sono tornati a popolare le mie feste immaginifiche, senza…

Il treno per Helsinky

Il treno per Helsinky

“Il treno per Helsinky” di Dacia Maraini, che giaceva illibato tra gli scaffali della mia libreria, racconta una storia antica come il fuoco: Armida Bianchi, protagonista e voce narrante, s’innamora di Miele, un tipo imprendibile, ammantato di mistero e con una gran faccia tosta. Una faccia da schiaffi, di quelle con un’espressione inconfutabile che minaccia la fuga al primo tentativo di attacco diretto.