La campana di vetro e l’America di Sylvia Plath

La campana di vetro e l’America di Sylvia Plath

In teoria avrei dovuto divertirmi da pazzi. In teoria, avrei dovuto essere l’invidia di migliaia di ragazze come me di tutti i college d’America, le quali avrebbero dato chissà che cosa per trovarsi nei miei panni, anzi nelle scarpe di vernice numero sette che mi ero comprata da Bloomingdale nell’intervallo del pranzo, insieme a una cintura di vernice nera e a una pochette coordinata. E quando avessero visto la mia foto, sulla rivista per la quale noi dodici lavoravamo-bicchiere di Martini in mano, un corpino ridottissimo di lamé imitazione argento…