La signorina M. e la questione di riconoscibilità

La signorina M. e la questione di riconoscibilità

Io e la signorina M. entriamo in un Irish pub. «Ehi, ciao». Saluto Susanna, la ragazza che deliziò me e la signorina M. con il racconto della sua vita alla festa di Guglielmo. Lei mi fissa, seduta su uno sgabello davanti al bancone. Appare scostante nella lana della sciarpa turchese e del basco abbinato. Corruga la fronte e riflette per cinque secondi: «Scusa, ma chi sei?» La domanda mi fredda. Cerco di controllare l’imbarazzo: «Eravamo sedute allo stesso tavolo alla festa di Guglielmo, ricordi?» La tipa rilassa i muscoli facciali…